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Rosanna Scopelliti ci va giù duro su Facebook con Di Matteo e Giletti

(D.C.) – Rosanna Scopelliti – già parlamentare di Pdl, Ncd e Ap, e figlia dell’eroico servitore dello Stato Antonino (sostituto procuratore della Suprema Corte di Cassazione, ucciso nei pressi di Villa San Giovanni nel ’91) – è a suo modo intervenuta sulle ‘rivelazioni’ a “Non è l’Arena” del componente del Csm Nino Di Matteo sull’ormai datata esclusione subita dal vertice del Dap ad opera del Guardasigilli Alfonso Bonafede.

Un’uscita che ha spiazzato molti, anche considerato come il medesimo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (a cui peraltro spetta garantire la sicurezza di tutte le carceri e la gestione delle esecuzioni di tutte le pene) sia stato proprio di recente ‘decapitato’ dal ministro della Giustizia (il quale circa un anno e mezzo fa avrebbe prima chiesto la disponibilità a Di Matteo salvo poi fare marcia indietro).

A riguardo, l’ex deputato ha preso posizione in modo abbastanza netto sul suo profilo Facebook.

Ha infatti, tra l’altro, scritto: “A proposito della puntata di Non è l’Arena (di domenica scorsa, appunto) che tanto sta facendo discutere, mi viene in mente un passaggio scritto da papà nel 1986 (di cui di seguito vi diamo conto, ndr). Il magistrato protagonista, il magistrato eroe non ci convince perché noi non vogliamo né protagonisti né eroi. Il magistrato è! La Giustizia non ha aggettivi. La Giustizia è”.

E dopo tale citazione, ha aggiunto: “Ecco dopo e malgrado ieri sera, mi piace pensare che esistano ancora luoghi in cui dover denunciare (chiaro riferimento a quelli istituzionalmente previsti, ndr); che chi conosce la legge e ama la giustizia non se ne dimentichi mai, anche se è diventato un ‘simbolo’, perché sono proprio i simboli a dover dar l’esempio; che chi del sistema Giustizia è chiamato ad essere tutore, agisca con pari trasparenza a quella invocata nelle piazze da semplice attivista di un movimento. E che chi fa giornalismo, onori il suo mestiere evitando di dare in pasto ai telespettatori scoop e indignazione a orologeria come se fosse l’unico modo per alzare l’asticella dell’audience”.

Ma non è finita qui, dal momento che è la chiosa della Scopelliti – se possibile – a essere ancora più sferzante e senza appello: “Serietà. Vorrei serietà. Ci sono persone che hanno dato la vita per questo Paese. Che sono esempio di temperanza e umiltà. Ecco. Siamo umili. E credibili. Tutti”.

Tutto chiaro, no?

A nostro avviso, crediamo di si.

E pure troppo, forse.

© Riproduzione riservata.

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