Russo: “Far conoscere ai giovani la verità sulle foibe”

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Il 30 marzo del 2004 l’Italia ha ridato dignità a se stessa. Infatti, con la legge che istituiva la Giornata del ricordo per le vittime delle Foibe, il Parlamento italiano ha messo fine a decenni di silenzio.

L’iter legislativo che ha portato all’istituzione di questa giornata commemorativa fu di non poca difficoltà: ben tre furono le proposte di legge sul tema, sin dal 1995 alcuni parlamentari della neonata seconda Repubblica italiana si prodigarono al fine di dare un riconoscimento alle famiglie degli italiani infoibati.

L’iter legislativo che ha portato all’istituzione di questa giornata commemorativa fu di non poca difficoltà: ben tre furono le proposte di legge sul tema, sin dal 1995 alcuni parlamentari della neonata seconda Repubblica italiana si prodigarono al fine di dare un riconoscimento alle famiglie degli italiani infoibati.

Oggi, dopo decenni di silenzi e mistificazioni storiche, i nostri figli hanno la possibilità di conoscere la verità su una pagina di storia del nostro Paese per anni nascosta e sottaciuta.

Purtroppo, ancora oggi si sentono grida per fortuna flebili contro il riconoscimento della verità, perché la verità è un fardello scomodo da gestire. Soprattutto la contrapposizione strumentale tra eccidio delle foibe ed olocausto non ha senso, sono state due pagine di storia orribili che rimarranno impresse nel DNA umano per sempre.

La sostanziale differenza è che ancora oggi una parte della storiografia di sinistra definisce gli eventi del confine orientale eventi marginali. Oggi bisognerebbe abbandonare queste posizioni e fare luce sui fatti.

Il progetto di Tito si articolò in due fasi, quelle dell’autunno del ‘43 e della primavera del ’45, periodo in cui distrusse letteralmente un segmento di classe dirigente italiana per poi accanirsi contro tutti coloro che erano sospettati di crimini contro il movimento di Liberazione.

Il termine foibe è un termine sintetico che raggruppa non solo coloro che sono morti nelle cavità carsiche, ma tutti coloro che sono scomparsi chissà dove e morti nei campi di prigionia.

Le atroci vicende degli esuli istriani, dalmati e fiumani e le tragedie degli italiani nelle Foibe istriane a seguito della vittoria delle milizie jugoslave di Tito, hanno posto ancora una volta in essere la massima hobbesiana “Homo homini lupus”: quell’istinto di sopraffazione innato ed insito nell’agire egoistico dell’uomo.

Il mio auspicio per le generazioni future è quello di eliminare su alcuni temi le contrapposizioni destra/sinistra ed unirci nel “ricordo” al fine di indicare ai nostri figli e alle generazioni future il giusto sentiero che porti al centro l’ethos umano”.

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