Sanità a Vibo, accorato appello al commissario Battistini: in attesa dell’ospedale si migliori il patrimonio esistente

Sarebbe, ad esempio, un vero miracolo avere un ambulatorio di emodinamica allo Jazzolino. Migliorerebbe notevolmente le cure degli infartuati

Un generale dei carabinieri coscienzioso alla guida dell’Asp di Vibo Valentia che sulla carta è dotata di ben sei presidi ospedalieri che se riqualificati potrebbero veramente assicurare un Sistema sanitario pubblico di primo livello alla popolazione vibonese che reclama servizi ancora migliori. Questa volta l’appello è rivolto in alto, al generale Antonio Battistini, considerato da tutti un manager preparato e competente che, ormai, da circa un anno guida il destino della Sanità vibonese che dispone non solo di sei nosocomi e di decine di poliambulatori dislocati su tutto il territorio provinciale, ma anche di un coscienzioso capitale umano fatto di operatori sanitari di primo livello che ogni giorno, a costo di grandi sacrifici, riesce a rispondere con professionalità alle richieste di cure che provengono direttamente dal territorio.

Nonostante l’esercito di medici e infermieri è ridotto al lumicino, il bisogno di Sanità viene soddisfatto quasi appieno da “soldati” in camice bianco che non contano le ore di lavoro pur di arrivare in tempo a salvare una vita umana. Dalla “prima linea” ospedaliera fino all’Unità operativa di cardiologia non c’è un solo camice bianco che non si spreme fino all’ultima goccia di sudore pur di assicurare un servizio salvavita a tutti coloro che né hanno bisogno. Il loro lavoro è ancora più esaltante perché lo fanno in spazi angusti e con attrezzature elettromedicali non di ultima generazione. Di fronte a questo patrimonio professionale di inestimabile valore viene istintivo chiamare in causa il generale Antonio Battistini a cui si chiede di valorizzarlo ancora di più dotandolo, soprattutto, di presidi medici tecnologicamente avanzati per una migliore e più puntuale diagnostica.

Nonostante l’esercito di medici e infermieri è ridotto al lumicino, il bisogno di Sanità viene soddisfatto quasi appieno da “soldati” in camice bianco che non contano le ore di lavoro pur di arrivare in tempo a salvare una vita umana. Dalla “prima linea” ospedaliera fino all’Unità operativa di cardiologia non c’è un solo camice bianco che non si spreme fino all’ultima goccia di sudore pur di assicurare un servizio salvavita a tutti coloro che né hanno bisogno. Il loro lavoro è ancora più esaltante perché lo fanno in spazi angusti e con attrezzature elettromedicali non di ultima generazione. Di fronte a questo patrimonio professionale di inestimabile valore viene istintivo chiamare in causa il generale Antonio Battistini a cui si chiede di valorizzarlo ancora di più dotandolo, soprattutto, di presidi medici tecnologicamente avanzati per una migliore e più puntuale diagnostica.

Un commissario non più part-time

Inoltre, caro Commissario, sono in molti a chiederle di dedicare alla Sanità vibonese qualche giorno in più perché gli ammalati, quelli veri, hanno bisogno di lei. Contano su di lei. Come i medici del Pronto soccorso dello “Jazzolino “ guidati dal dottore Vincenzo Natale, che quotidianamente lavorano in condizioni di totale stress pur di strappare alla morte le decine di feriti gravi che arrivano in codice rosso. Chiedono, inoltre, la sua vicinanza i sanitari delle Unità operative di Ortopedia, Radiologia, Malattie Infettive, Medicina, Chirurgia, Nefrologia, Ginecologia Pediatria, Neurologia e Otorinolaringoiatria che fanno un lavoro encomiabile. Lo farebbero ancora meglio con locali migliori e qualche operatore sanitario in più.

Un accorato appello al generale

Infine un accorato appello arriva dall’equipe guidata dal dottore Alfredo De Nardo il quale, giornalmente, salva la vita delle persone infartuate. Potrebbe addirittura salvarne ancora di più dotando l’Utic di un ambulatorio di emodinamica. Caro generale i nostri cardiologi sono così bravi che se li mette in condizione di avere questo ulteriore ambulatorio sarebbero in grado di fare all’interno dello “Jazzolino “ le coronarografie e impiantare i famigerati stent. La richiesta dei medici è la richiesta della popolazione vibonese da fare arrivare sulla scrivania del commissario ad acta della Sanità nonché governatore della Calabria Roberto Occhiuto? Sicuramente lo farà perché la provincia di Vibo Valentia ha bisogno di strutture e attrezzature mediche migliori.

Piccoli consigli per migliorare l’offerta sanitaria vibonese

Il nuovo ospedale sicuramente si farà. Quando, però, non si sa. In attesa faccia di tutto per migliorare i presidi ospedalieri di Vibo Valentia, Tropea, Nicotera, Soriano, Pizzo e Serra San Bruno . I soldi non mancano. Anzi si sprecano. Generale che bello vedere allo “Jazzolino” sale di attesa pitturate e con più sedie. Disporre di attrezzature elettromedicali che possano facilitare e migliorare il lavoro degli operatori sanitari. E ancora avere medici e infermieri in numero maggiore. Questo progetto, che si potrebbe realizzare, andrebbe esteso anche agli altri ospedali vibonesi che languono nel totale abbandono. Solo se si riesce a fare questo salto di qualità medici come Fabiola Furci e Giuseppe Surace potrebbero fare ancora più miracoli nel rapporto quotidiano con la sofferenza della gente.

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