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Sanità: Cisl, garantire il diritto a curarsi in Calabria

«Il Governo deve affrontare immediatamente la questione del diritto dei cittadini a servizi sanitari che garantiscano la possibilità di curarsi».

Lo afferma il segretario generale della Cisl calabrese, Tonino Russo. «È assurdo, infatti – prosegue – che nella graduatoria nazionale relativa alla qualità dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) in sanità, la Calabria rimanga ultima, pur registrando un miglioramento nelle prestazioni (dati relativi al 2018), e non si riescano a garantire i servizi essenziali su tutto il territorio regionale a causa della carenza di personale medico e infermieristico». «Già penalizzata dalla gestione ragionieristica di un commissariamento in odore di proroga illegittima negli anni scorsi – sottolinea il segretario generale della Cisl regionale – il cosiddetto “decreto Calabria” del precedente governo impedisce di fatto, con l’articolo 11, l’assunzione di medici e infermieri, perché prevede che la spesa per il personale non possa superare il valore di quella sostenuta nell’anno 2018. E in Calabria, in realtà, la spesa per il personale è ferma da anni a causa del blocco delle assunzioni.

Se quel testo non sarà superato, come la Cisl ha già chiesto al Ministro Speranza, la carenza di medici e infermieri, valutata negli ultimi dieci anni in oltre cinquemila unità e inevitabilmente destinata ad aumentare, continuerà ad essere la causa principale sia dell’indecente allungamento delle liste di attesa per esami diagnostici, sia dell’emigrazione sanitaria, che costringe i pazienti ad affrontare enormi disagi nel recarsi fuori regione per farsi curare e continua a destinare altrove risorse economiche che dovrebbero essere invece investite in Calabria.

Quello della sanità è un caso da manuale nel mostrare come potrebbero essere tenute insieme salute, sicurezza sociale e occupazione operando immediatamente in tre direzioni.

Stabilizzazione, prima della scadenza dei contratti, dei lavoratori precari che stanno garantendo molti servizi; scorrimento delle graduatorie tuttora valide; emanazione di nuovi bandi per l’assunzione di giovani professionalmente qualificati. Perciò, ribadiamo l’urgenza del superamento del “decreto Calabria” voluto dal precedente Ministro della Salute e ci aspettiamo che la prossima Giunta regionale faccia con decisione la sua parte per garantire ai calabresi il rispetto dei loro diritti. Anche su questo fronte, che unisce diritto al lavoro e diritto alla salute, la Cisl continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione dei fatti, nella disponibilità al dialogo e al confronto che sempre caratterizza la sua azione».

© Riproduzione riservata.

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