Sanità, “D’Ippolito sconfessa Commissario nominato da suo Governo”

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“L’assoluta contrarietà del deputato Cinquestelle D’Ippolito è la rappresentazione più evidente delle contraddizioni del suo movimento adesso al governo”.

Lo hanno affermato i consiglieri comunali Ezio Praticò (Catanzaro da Vivere), Demetrio Battaglia (Catanzaro Con Abramo), Manuela Costanzo (Obiettivo Comune), Roberta Gallo (Forza Italia) e Giuseppe Pisano (Officine del Sud) sottolineando come “il deputato D’Ippolito sconfessi, con la sua nota, il commissario per l’attuazione al Piano di rientro nella sanità, il generale Saverio Cotticelli, che è stato nominato dallo stesso Governo nazionale di cui fa parte D’Ippolito”.

Lo hanno affermato i consiglieri comunali Ezio Praticò (Catanzaro da Vivere), Demetrio Battaglia (Catanzaro Con Abramo), Manuela Costanzo (Obiettivo Comune), Roberta Gallo (Forza Italia) e Giuseppe Pisano (Officine del Sud) sottolineando come “il deputato D’Ippolito sconfessi, con la sua nota, il commissario per l’attuazione al Piano di rientro nella sanità, il generale Saverio Cotticelli, che è stato nominato dallo stesso Governo nazionale di cui fa parte D’Ippolito”.

I consiglieri hanno infatti ricordato come “sia stato lo stesso commissario Cotticelli, espressione del Governo Conte, a giudicare in termini del tutto positivi la bozza di legge varata dalla commissione regionale sanità nella seduta di giovedì scorso. Sessione di lavoro, quella dell’organismo di Palazzo Campanella, durante la quale è stato ascoltato proprio il commissario. A questo punto viene lecito chiedersi per nome e per conto di chi stia parlando il deputato D’Ippolito”.

“La sua uscita sui media – hanno aggiunto -, in cui annuncia che ostacolerà a ogni costo il progetto di integrazione, non tiene conto di un aspetto in particolare: e cioè che il Governo Conte, quello di cui lui stesso fa parte, ha collegato in maniera esclusiva e diretta i 320 milioni di euro per la realizzazione del nuovo ospedale del capoluogo all’integrazione fra le due aziende ospedaliere della città. Quindi è per noi naturale pensare che il deputato D’Ippolito preferisca mandare in fumo quell’ingente finanziamento che è invece indispensabile – così come sostiene pure il Governo nazionale – per dare a Catanzaro un ospedale moderno, funzionale e sicuro. Tutto questo, al deputato Cinquestelle, non pare interessare e non ne capiamo la motivazione reale. Anzi, è incomprensibile che un deputato dichiari di voler impedire di finanziare un territorio che, oltretutto, ha contribuito ad eleggerlo”.

“Sia chiaro – hanno proseguito -, non pensiamo affatto che gli interessi e le esigenze dell’ospedale di Lamezia Terme siano secondari rispetto a quelli di Catanzaro, ma riteniamo che il Consiglio regionale saprà individuare la strada per tutelarne le prerogative, senza penalizzazioni. E diciamo questo perché, al contrario di D’Ippolito, sappiamo bene che la rete assistenziale della provincia dipende in maniera molto forte anche dagli ospedali spoke qual è quello di Lamezia Terme. Provare a mettere una contro l’altra due città sorelle è anacronistico e inutile”.

E ancora: “Anche sull’altro discorso, che riguarda la forma giuridica dell’integrazione, ci pare che il placet del commissario Cotticelli valga anche come una sorta di imprimatur governativo. Ciò non toglie che sarà sempre il Consiglio regionale a valutare eventuali emendamenti e modifiche alla proposta di legge approvata in commissione”.

Praticò, Battaglia, Manuela Costanzo, Gallo e Pisano hanno concluso: “Se comunque D’Ippolito vorrà continuare sul percorso di una “assoluta contrarietà” all’integrazione è libero di farlo, così come è libero di cercare di convincere il suo Governo, e il commissario Cotticelli, che l’integrazione vada dimenticata: dovesse riuscirci, però, dovrà anche trovare il modo di non far perdere al capoluogo di regione quei 320 milioni di euro per la realizzazione del nuovo ospedale. Un’ultima domanda è d’obbligo: cosa pensano delle affermazioni del collega i parlamentari catanzaresi Granato e Parentela? È il caso che dicano ai loro concittadini da che parte stanno”.

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