Calabria7

Sanità, Fnopi: “Grave carenza personale nella regione”

“Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del ‘decreto Calabria’ (Dl 35, GU 101 del 2 maggio 2019) auspichiamo che si superi una brutta pagina di sanità a cui il Governo sta mettendo mano: una Regione non può ignorare le regole di un’amministrazione sana, soprattutto in settori come la sanità da cui dipende la vita degli stessi cittadini. E questo per interessi spesso collusi con la malavita e per una noncuranza nell’amministrazione che non ha alcuna giustificazione”.

Il commento è di Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), il maggiore d’Italia con i suoi oltre 450mila iscritti. Che tuttavia lancia anche l’allarme carenza: nel 2023 le stime indicano una carenza rispetto alla domanda di quasi 60.000 infermieri e con Quota 100 ne potrebbero lasciare il servizio attivo quasi altri 46.000 con conseguenze gravissime per la sicurezza delle cure . E questi dati, senza modifiche e interventi, sono destinati a salire e raggiungere nel 2028 quota 160.000 circa di carenze.

“Siamo in prima linea – afferma – per offrire la nostra massima collaborazione a Governo, Regione e commissari per riportare la Regione Calabria nella condizione di garantire ai propri cittadini i livelli essenziali di assistenza. Siamo a fianco dei cittadini calabresi – prosegue – che troppo spesso sono costretti a viaggi della speranza in cerca di cure migliori di quelle possibili a casa loro e a farsi carico di costi di viaggio, alloggio e così via. Siamo a fianco allo stesso modo – prosegue – di quei professionisti che si sono visti legare le mani, privati spesso della possibilità di manifestare le loro conoscenze e la qualità della loro capacità professionale e di quelli che da questa vicenda hanno avuto difficoltà nel lavoro. Siamo a fianco del ministro della Salute nella sua scelta di difesa assoluta del Servizio sanitario nazionale anche se con provvedimenti drastici e sicuramente dirompenti in una Regione dove da anni regnava un modus operandi che l’ha resa tra le ultime in Italia per l’assistenza sanitaria, nonostante la capacità e la qualità dei suoi professionisti: il Ssn va difeso a tutti i costi e a tutti i costi va evitata la disuguaglianza tra cittadini che certe abitudini rendevano inevitabile in Calabria”.

Redazione Calabria 7

© Riproduzione riservata.

Articoli Correlati

Città ideale: “Per L’Avvenire Catanzaro è al 95° posto”

manfredi

Coronavirus, le Ordinanze dei Comuni: “State a casa”.

manfredi

Sopralluogo commissione Igiene Ambientale e Lavori Pubblici a Villa Margherita

Mirko
Click to Hide Advanced Floating Content