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Sanità, i Lions accanto ai calabresi: “Salvate il Sant’Anna”

Sant'Anna Hospital

Il Lions Clubs International è la più grande associazione di volontariato del mondo, presente in oltre 210 nazioni e rappresentata nel palazzo delle Nazioni Unite e nel Consiglio Europeo. Oggi i presidenti delle tre circoscrizioni  della Calabria, il dottor Roberto Iuliano area Calabria centrale, il  dottor Antonio Monaco area Calabria del nord ed il dottor Achille Capria area  Calabria del sud, insieme al vice governatore, professor Francesco Scarpino, al governatore del Distretto 108 Ya, dottor Antonio Marte ed al presidente dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro, l’avvocato Antonello Talerico, lions  che segue da vicino la problematica della clinica cardiochirurgica Villa Sant’Anna di Catanzaro,   si sono rivolti alle autorità sanitarie e politiche comunali, provinciali  e regionali calabresi “al fine di fare in modo che la suddetta clinica possa riprendere nuovamente ad erogare le prestazioni assistenziali sotto l’egida della sanità pubblica riconfermando l’accreditamento interrotto la vigilia di Natale 2020. Le tre strutture cardiochirurgiche presenti nella regione calabrese non riescono a soddisfare, in termini numerici, l’elevato fabbisogno  e la richiesta sanitaria in tale ambito. Un settore molto delicato dove non solo la salute ma soprattutto la vita del paziente è legata ai minuti ed alla immediatezza dell’intervento da attuare. Questi pazienti, in una consistente parte dei casi, non hanno il tempo di programmare il viaggio della speranza”.

“Una clinica, – dicono ancora –  quella di Villa S Anna, che  opera nel settore da oltre un ventennio. Una clinica riconosciuta come una delle eccellenze della sanità calabrese. Una clinica che crea immigrazione sanitaria da altre regioni. Una clinica immersa nell’emergenza del territorio con numeri e qualità al di sopra di ogni dubbio e di ogni parametro. Una clinica che non si può pensare di fermare  da un giorno all’altro perché tale decisione di fatto si traduce nel rischio certo della vita di tanti cittadini calabresi e di fuori regione. In un  settore che non è pensabile una alternativa a breve o medio termine se non con la conseguente  lievitazione del numero delle vittime. Di certo le altre strutture esistenti nel territorio, validissime, non riuscirebbero a soddisfare la richiesta nel settore. Altrettanto validi gli altri aspetti del problema e fra i principali  la salvaguardia del posto di lavoro degli addetti sanitari e non sanitari che operano nella stesa struttura: oltre 300 professionisti dei vari settori (medici, infermieri, operatori socio sanitari, tecnici e personale vario). Ulteriore e considerevole aspetto è l’indotto economico che ruota intorno alla struttura apportando beneficio alla economia cittadina, provinciale e regionale. Confidiamo nel buon senso delle autorità politiche e sanitarie ed in particolare del presidente della Provincia Sergio Abramo, del commissario prefettizio dell’Asp di Catanzaro Luisa Latella, del commissario alla Sanità Guido Longo ed del presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì. Auspichiamo che queste autorità facciano il possibile per trovare quella soluzione più consona, tanto attesa  dalla  popolazione di una regione già provata sotto il profilo sanitario. Possano quindi dimostrare le autorità chiamate in causa  quell’alto profilo morale e quell’agire illuminato che palesi  nei fatti l’interesse verso l’anello più debole di questa vicenda: il paziente cardiopatico calabrese”. “Non distruggete – concludono –  una clinica che ha operato con riconosciuta eccellenza nel Sud Italia. Trovate il modo , nel rispetto delle leggi e delle regole, di riconfermare l’accreditamento interrotto. Lasciate continuare a lavorare quel personale che ha salvato e che continuerà  a salvare, se voi lo consentirete,  centinaia di cittadini calabresi e non solo calabresi. Il popolo calabrese ha bisogno e merita le eccellenze sanitarie”

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