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Sanità: infortuni sul lavoro, triste primato in Calabria (SERVIZIO TV)

di Carmen Mirarchi

Incontro presso la sede Inca Cgil Calabria sul tema degli infortuni sul lavoro in ambito sanitario. La Cgil e l’Inail hanno sottoscritto un importante  accordo per avvisare un progetto a tutela dei lavoratori.

“La situazione sugli infortuni è grave – ci dice Luigi e Scarnati, coordinatore regionale Inca Cgil Calabria -, la Calabria ha il primo posto in Italia. Un triste primato che a noi dispiace, dobbiamo intervenire aumentando la cultura per la tutela. Oggi parte il progetto con convenzione Inca – Inail è importante. Lo facciamo in ambito sanitario e crea cultura diversa della sicurezza del lavoro e pone l’accento sulle nuove malattie del lavoro non  ancora tabellate dall’Inail. Sarà diffuso un questionario per riconoscere le malattie professionali come il lavoro notturno che reca donne tumorali. Alcune malattie – spiega – vanno messe sotto screening. Poniamo l’accento anche sulla questione dell’aggressioni ai dipendenti sanitari, anche in ambito di contrattazione pubblica queste tematiche devono essere riportate”.

“Dalla Regione lentezza e ritardo in merito alla richiesta di convocazione di un tavolo di confronto – ci dice Scarnati -. Non serve la manifestazione di dolore ma serve investire sulla sicurezza. Un euro investito sulla sicurezza fa risparmiare la spesa sanitaria e fa anche perdere meno ore di lavoro”.

Caterina Crupi, direttore regionale Inail Calabria ci racconta invece i dati. “Non sono consolidati ma abbiamo 480 casi di infortunio riconosciuti. E’ naturale che il confronto di oggi è sul rischio del’ambiente sanitario e alle patologie. Si vuole fare prevenzione in ambito sanitario con la distruzione di questionari ai dipendenti e formazione. L’importante è rendersi conto che il rischio totale non può essere eliminato ma è urgente agire insieme per diminuirlo”.

“Primato che fa male in Calabria, situazione drammatica” dichiara Candeloro della Presidenza Inca nazionale. Il lavoro precario aggrava il rischio di infortuni sul lavoro, conferma Candeloro. ” Si crea contrapposizione fa diritto a lavoro e diritto alla salute. Contraddizione che non è da paese civile”.

redazione Calabria 7

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