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Sanità, l’Annunziata di Cosenza inserito nel programma nazionale per la cura del mieloma

amantea parroco

C’è anche l’ospedale “Annunziata” di Cosenza tra i 49 centri inseriti nell’Expanded Access Program, che fino all’approvazione da parte di Aifa consente l’utilizzo, in particolari condizioni cliniche, di belantamab mafodotin, un anticorpo monoclonale in grado di entrare nella cellula per colpire una proteina “chiave” per lo sviluppo del mieloma multiplo.

In Calabria 150 casi all’anno

“Nella nostra regione – spiega il prof. Massimo Gentile, direttore dell’Unità di Ematologia dell’Ospedale “Annunziata” di Cosenza – ogni anno si ammalano di mieloma multiplo 150 persone. Di queste, la grande maggioranza va incontro a recidiva della malattia e, per una percentuale non trascurabile, il farmaco è più di una speranza. Nel nostro centro di ematologia vengono seguiti prevalentemente in regime di day-hospital 100 pazienti all’anno con i regimi terapeutici più avanzati. Ovviamente i nuovi farmaci vengono considerati appena possibile, grazie anche al cosidetto Eap (expanded access program) che viene messo a disposizione dalle Aziende Farmaceutiche, prima dell’immissione in commercio. Ciò consente di familiarizzare con il nuovo farmaco e di essere in grado di somministrarlo con le modalità ottimali una volta pienamente disponibile. Siamo inoltre coinvolti in diversi studi clinici su nuovi farmaci nelle malattie tumorali del sangue, incluso il mieloma multiplo”.

Numeri importanti sulla cura

Il trattamento con belantamab mafodotin, che prevede un’infusione endovenosa ogni 3 settimane, ha ottenuto un tasso di risposta globale del 32%; oltre la metà dei pazienti (58%) ha raggiunto un’ottima risposta parziale o superiore, in alcuni casi totalmente completa, e la sopravvivenza globale mediana è stata di circa 14 mesi, quasi triplicata rispetto ai risultati che oggi si raggiungono in pratica clinica nello stesso tipo di trattamento. Numeri importanti, dunque, che aprono nuovi scenari nella lunga partita a scacchi con il mieloma multiplo. “L’indicazione all’uso di questa nuova molecola in pazienti con mieloma multiplo recidivato o refrattario pesantemente pretrattati è una tappa importante nella nostra pratica clinica – aggiunge il prof. Gentile – e il merito di questo nuovo anticorpo monoclonale ‘coniugato’ risiede nel meccanismo di azione innovativo diretto verso il Bcma, una proteina espressa in maniera tanto più importante sulla superficie delle cellule quanto più grave e avanzato è il mieloma”.

© Riproduzione riservata.

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