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Sanità nel Cosentino: 118 al collasso e medici assunti che non possono entrare in servizio

Sanità nel Cosentino tra assunzioni e reparti al collasso. “Sono stati pubblicati, come da accordi raggiunti con la Struttura Commissariale, i due avvisi per l’assunzione di 6 medici in Pronto Soccorso e 2 in Chirurgia Toracica”. Lo comunicano i sindacati delle categorie sanitarie, che sono da giorni in agitazione all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza a causa della carenza di personale e per le condizioni di lavoro. Questi sarebbero i “primi risultati della mobilitazione dei Dirigenti Medici e Sanitari dell’Annunziata”, scrivono le sigle sindacali. “Pur rappresentando poco più di una goccia rispetto all’oceano di assunzioni necessarie, è comunque il primo dei passi che dovrebbero portare il nostro ospedale all’avvio del suo rinascimento”.

Iter burocratico rallenta la presa in servizio

“A rovinare l’entusiasmo per il raggiungimento di questo obbiettivo, – si legge nella nota – è la scelta di usare procedure pletoriche e per nulla obbligatorie che rallenteranno, in modo non giustificato, la presa di servizio di queste nuove forze. I bandi, infatti, per scelta dell’amministrazione, dovranno essere pubblicati sul BURC prima e poi sulla Gazzetta Ufficiale, con una dilatazione dei tempi che porterà all’assunzione dei medici non prima del prossimo ottobre, sempre che tutto vada per il giusto verso. Ora si dovrà dare avvio alle procedure per la realizzazione di tutti gli altri punti concordati: attuazione del CCNL e di tutti i suoi istituti, ad oggi ancora ignorati dalla Commissaria, e soprattutto la definizione di un vero piano dei fabbisogni di personale basato sulle richieste di salute dei cittadini e non su calcoli puramente economicistici”.

Al collasso 118 del Tirreno cosentino

“Il 118 dell’area del  tirreno –  cosentino (di competenza dell’Asp di Cosenza ndr) è al collasso, per la carenza, ormai cronica di medici, mentre quelli  in servizio  sono costretti ad effettuare turni massacranti, pur  di garantire il servizio – così Cosmo De Matteis Presidente Emerito Nazionale  del Sindacato Medici Italiani (SMI). Spesso le postazioni di emergenza sanitaria territoriale (PET)  rimangono  senza medici e si è costretti a far uscire le ambulanze,  anche sui codici rossi, senza medico. Dentro questa emergenza  una storia a sé,  è rappresentata dalla PET di Scalea, che, anche per la carenza di autisti e di infermieri, in alcuni giorni rimane  chiusa. Le condizioni del grave disservizio dei PTE sono il frutto di una cattiva organizzazione e gestione della sanità calabrese. Ai medici del 118  non vengono riconosciuti alcuni diritti fondamentali, quali la malattia, una pensione adeguata e  uno stipendio decente. Di conseguenza davanti a questa a grave violazioni di diritti, i medici che possono lasciano il servizio. Si determina, anche per questo, una situazione di difficoltà e di disagio per gli utenti, che non hanno le giuste risposte ai loro bisogni di salute. A questa condizione già a tinte fosche si aggiunge oltre al danno anche la beffa, visto che ultimamente gli operatori del servizio 118 del tirreno-cosentino sono stati  esclusi da un monitoraggio del dosaggio anticorpale anti- covid 19  post vaccinale. I famosi eroi  ancora una volta sono stati dimenticati, come se fossero degli invisibili”.

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