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Sanità, sindacati a Oliverio: “Invertire tendenza”

Si è prolungato fino a tarda serata, ieri, l’incontro con i sindacati convocato dal Presidente della Giunta regionale della Calabria, Mario Oliverio. Erano presenti anche il delegato regionale alla sanità, Franco Pacenza e il Direttore Generale del Dipartimento regionale alla Salute, Antonio Belcastro.

Oliverio, secondo quanto reso noto dalla Cisl, ” ha immediatamente affrontato il cuore del problema chiarendo che in atto non esiste alcuno scontro fra la Presidenza regionale e la Struttura commissariale ma che è necessario ribadire che tutti i poteri e le scelte sono in capo ai Commissari e non alla Regione, in quanto la Giunta non approva nessun atto riguardante la Sanità. Tutti i poteri ordinari della Giunta in materia di sanità sono assorbiti dalla gestione commissariale, dalle assunzioni agli Atti aziendali e agli accreditamenti e quant’altro.

E anche i direttori generali e i commissari delle aziende ospedaliere e delle aziende sanitarie provinciali operano sulle direttive della struttura commissariale”. Riguardo agli esiti dell’ultimo Tavolo Adduce, si legge, “Oliverio ha confermato la versione già divulgata dagli organi di stampa, sostenendo che fin dall’insediamento del nuovo D.G. del Dipartimento Salute è stata avviata una vasta operazione di verifica di ogni voce della spesa sanitaria calabrese, che ha fatto emergere alcune discrasie contabili, palesando doppi se non tripli pagamenti per la mobilità passiva, somme non dovute all’Agenzia delle Entrate e tanti altri errori, debitamente rappresentati sia al MEF e al Ministero della Salute nelle interlocuzioni intrattenute fino a un certo punto, sia al Tavolo Adduce. Errori contabili – si legge – che, se tenuti nella giusta e dovuta considerazione dal Tavolo Adduce, avrebbero limitato il disavanzo entro il tetto dei 98 milioni di euro, non facendolo lievitare a 160 milioni di euro, evitando così lo scatto dei blocchi e dei limiti scaturenti dallo sforamento del rapporto deficit/gettito fiscale”.

Denunce “forti e gravissime”, quelle di  Oliverio, “che ha sottolineato – si evidenzia –  come fino a un certo punto gli interlocutori ministeriali avessero condiviso l’esistenza di errori nei bilanci e nelle voci contabili e la possibilità di detrarre le relative somme dal tetto del disavanzo della spesa sanitaria, ma poi, improvvisamente, al Tavolo Adduce la situazione si è capovolta rifiutando alla Calabria questa ancora di salvezza. Una strategia – a detta di Oliverio – messa a punto per estendere i poteri del Governo sulla Sanità calabrese, secondo quanto già annunciato dalla ministra Grillo”.

Il Presidente Oliverio ha rimarcato “che per mesi si è tentato di ottenere un Piano concertativo con il MEF e il Ministero della Salute per affrontare e portare a soluzione i problemi e le criticità della Sanità calabrese ma non ha mai ricevuto alcun riscontro positivo”. Il governatore ha posto, poi l’accento “sul fallimento del commissariamento, in atto ormai da 10 anni in Calabria e sulle forti responsabilità dei vari Governi che si sono succeduti negli ultimi 10 anni. Denunce forti e gravissime, dunque, quelle del Presidente Oliverio, che ha chiesto alle organizzazioni sindacali di sostenere la richiesta di attivare immediatamente un tavolo di concertazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con la partecipazione del MEF, del Ministero della Salute e dei titolari del Tavolo Adduce per sfruttare il margine temporale rimasto prima che il verbale della riunione dell’ultimo Tavolo Adduce sia perfezionato, esperendo il tentativo di far riconsiderare le valutazioni ministeriali che non hanno tenuto in considerazione gli errori contabili rappresentati dalla Regione Calabria in quella sede”. Il Presidente ha anche anticipato che  la Regione Calabria impugnerà davanti al Tar Lazio il Provvedimento scaturito dal suddetto Tavolo.

E’ intervenuto, quindi, il capo Dipartimento Salute, Antonio Belcastro, che ha illustrato i dettagli tecnici ed analitici dei dati citati dal governatore, confermando “l’esigenza di una reazione corale rispetto al torto subito dai calabresi e dagli stessi operatori sanitari. Ha socializzato, altresì, che tutte le Regioni d’Italia hanno espresso solidarietà alla Calabria per la grave situazione determinatasi al Tavolo Adduce”.

I segretari confederali e i segretari del pubblico impiego della Cisl presenti alla riunione “hanno innanzitutto evidenziato che fino a questo momento è mancata una vera interlocuzione con la Regione Calabria, più e più volte richiesta, sui temi della Sanità e che la reazione comune alle ingiustizie subite dai calabresi avrebbe potuto essere organizzata e messa in campo magari in tempi utili per evitare la definitiva capitolazione del SSR calabrese”.

I sindacati hanno ribadito “che le responsabilità dello sfascio in cui versa la sanità calabrese sono da imputare a tutti i soggetti in gioco, nessuno escluso. Hanno, quindi, affermato che la denuncia del Presidente Oliverio è di tale gravità da ravvisare gli estremi di una vera e propria truffa ai danni dei calabresi e che se dovesse trovare sostanziale riscontro in atti formali, tutta la Calabria dovrà insorgere contro questo ennesimo schiaffo ai valori e principi costituzionali su cui si basa il sistema democratico italiano. Nonostante l’amarezza di non aver avuto riconosciuto il giusto ruolo di intermediazione in tempi utili, le organizzazioni sindacali – continua il documento – si sono dichiarate disponibili a condividere un percorso comune in questo scorcio di fine legislatura sui temi della Sanità, con il chiaro obiettivo di mettere in campo ogni sforzo possibile per tentare di salvare il salvabile. Sarà, comunque, necessario – hanno detto –  un ulteriore incontro con la Presidenza e il Dipartimento regionale e la Struttura commissariale e del problema dovranno essere investiti anche i livelli nazionali del Sindacato”.

I sindacati hanno specificato che “solo con una reazione decisa e capace di innescare un’inversione di tendenza nel governo e nella gestione della sanità calabrese, la situazione potrà rientrare nei confini della normalità”. ​Il delegato regionale alla Sanità, Franco Pacenza, ha ripercorso la storia della sanità calabrese rievocando “tutti gli attori che a vario titolo hanno esercitato ruoli e funzioni in materia e che hanno contribuito a costruire quel castello di debiti, errori e vani tentativi di risanamento del Sistema Sanitario calabrese. Ha sostenuto, altresì, che altre Regioni hanno avuto la possibilità di avere lo strumento dell’affiancamento nell’azione di rientro dal debito sanitario mentre la Calabria non ha avuto scelta ed è stata sottoposta direttamente a Commissariamento, privandola dei poteri propri in materia sanitaria”.

Pacenza “ha specificato che Piano di rientro non significa necessariamente commissariamento. Ha illustrato, successivamente, dettagliatamente il Piano di investimenti nell’edilizia sanitaria e nella strumentazione tecnologica varato dal Governo regionale, soffermandosi sui vari programmi di interventi. Ha confermato, poi, che è stata costruita una cornice di esproprio dei poteri regionali della Sanità. Le organizzazioni sindacali – si fa rilevare – rimaste al tavolo fino alle ore 21.30 sono andate via con la chiara consapevolezza che solo con una forte azione sinergica, condivisa con la popolazione calabrese, la sanità in Calabria potrà essere riadattata alle vere esigenze e ai veri bisogni di salute di tutta la cittadinanza”.

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