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“Scatti a casa”, premiati i ragazzi dell’area penale e delle comunità calabresi

Sono stati più di duecento i ragazzi in area penale e in comunità educative calabresi a partecipare, durante il periodo più duro della pandemia,al concorso fotografico “Scatti a casa”, indetto dal Centro per la Giustizia minorile della Calabria, con l’obiettivo di ridurre le distanze tra l’utenza e i servizi, in una fase caratterizzata dal distanziamento sociale. Le immagini più belle sono state premiate nel corso di una cerimonia, tenutasi al teatro Comunale di Catanzaro, che ha offerto l’occasione agli stessi ragazzi di esprimere i propri sentimenti e condividere un importante momento di riflessione con le autorità istituzionali che compongono la rete dei servizi educativi territoriali.

Alla consegna dei riconoscimenti hanno partecipato i rappresentanti di tutte le forze dell’ordine, delle Prefetture e delle Questure calabresi, dell’Ufficio scolastico regionale, della Camera di Commercio, degli ordini professionali degli avvocati e degli assistenti sociali. Proprio le riflessioni dei ragazzi, registrate all’interno delle comunità, hanno fornito l’input per un dibattito con gli ospiti della serata:  Vincenzo Bertolone, arcivescovo di Catanzaro-Squillace; Raffaele Bracalenti, psicoanalista e presidente dell’istituto psicoanalitico per le Ricerche Sociali; Gianmario Gazzi, presidente dell’Ordine nazionale degli assistenti sociali; Teresa Chiodo, presidente del Tribunale per i minorenni di Catanzaro. Dagli interventi – al centro di un evento televisivo condotto da Domenico Gareri – è emerso come la fede, la creatività, lo studio possano essere importanti grimaldelli per la crescita e l’orientamento dei giovani. Testimonial d’eccezione Luca Abete da “Striscia la notizia”, mentre il duo di cantanti Shark e Groove ha coinvolto la platea con musica e testi di grande valenza sociale.

Isabella Mastropasqua, dirigente del Centro per la Giustizia minorile per la Calabria, ha così sintetizzato gli obiettivi dell’iniziativa: “La partecipazione significativa delle forze dell’ordine – ha detto – è stata la conferma di una sinergia che è fondamentale per costruire la cultura della legalità in una prospettiva educativa. Sul territorio c’è la necessità di rafforzare i servizi specialmente sul fronte del supporto educativo e genitoriale. La saldatura delle istituzioni nel settore della formazione professionale è, inoltre, un valore aggiunto per la costruzione di una rete che sia davvero in grado di mettere in relazione i bisogni lavorativi con le competenze necessarie a soddisfarli”.
La dirigente ha, inoltre, sottolineato il grande lavoro portato avanti dalle comunità educative e dagli assistenti sociali nel campo della giustizia durante l’emergenza covid: “Abbiamo dimostrato che, durante il lockdown, la rete è stato uno strumento prezioso per continuare a lavorare, seppur a distanza, e tenere ancora più vicini i ragazzi. E grazie all’esempio di questo format televisivo, a diffusione nazionale, è possibile creare un ponte tra le istituzioni e i ragazzi, dando voce ai loro bisogni reali e arrivando direttamente all’attenzione delle famiglie e delle imprese”.
Hanno espresso il proprio apprezzamento per l’attività promossa dal Cgm calabrese, con un video saluto, anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il capo del dipartimento della Giustizia minorile, Gemma Tuccillo, e il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Catanzaro, Maria Alessandra Ruberto.

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