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Scioperi: due giorni di stop nei trasporti, rischio caos

Mercoledì e venerdì saranno due giornate difficili per chi vuole spostarsi a ridosso dell’esodo estivo: i sindacati di categoria non tornano indietro e nonostante la convocazione al Mit di martedì 23 luglio hanno confermato lo sciopero nazionale dei trasporti suddiviso in due giornate. Il 24 luglio si fermano tutti i settori del trasporto pubblico locale, ferroviario, merci e logistica, marittimo e porti, autostrade, taxi, autonoleggio e il 26 luglio incrociano le braccia i lavoratori del trasporto aereo. La protesta è stata indetta contro l'”immobilismo” del governo, e a sostegno della vertenza Alitalia.

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti hanno indetto lo stop “per dare sostegno alla piattaforma unitaria di proposte ‘Rimettiamo in movimento il Paese’ indirizzata al Governo”.   Chiedono “regole certe” soprattutto nel settore aereo per non ripetere casi come Alitalia che deve concorrere con le low cost con “una gamba legata”, maggiori investimenti, sblocco dei cantieri e una politica delle infrastrutture efficace per attrarre le imprese estere ma anche quelle italiane nel nostro Paese. Lamentano “indifferenza” da parte del governo e chiedono di riprendere il progetto ‘Connettere l’Italia’, ideato dall’esecutivo precedente, che prevedeva lo sblocco di 106 opere ‘essenziali’ per l’Italia. (AGI)
TIB

“Scioperiamo perché siamo di fronte ad un governo che ad oggi non ha adottato alcun tipo di strategia complessiva sui trasporti, mettendo a serio rischio il settore e il Paese”, afferma il segretario generale della Filt Cgil, Stefano Malorgio, sottolineando che “a partire dal documento unitario di proposte ‘Rimettiamo in movimento il Paese’ che guarda al sistema dei trasporti, nell’interesse dei lavoratori e del Paese, chiediamo che si apra un confronto di merito”. Secondo il segretario generale della Filt “serve un confronto punto per punto su infrastrutture, politica dei trasporti e regole, per attivare rapidamente, migliorandoli, i progetti delineati e per sottoscrivere un ‘Patto per i trasporti’ che parta dall’aggiornamento Piano Generale dei Trasporti e della Logistica e che tenga conto delle esigenze di mobilità di persone e merci”.      “Manteniamo lo sciopero nonostante la convocazione del ministero – spiega Claudio Tarlazzi, segretario generale della Uiltrasporti – Non è una protesta contro i due partiti che reggono la maggioranza del governo, ma contro l’immobilismo del governo. Non siamo mai stati convocati per un confronto strutturato: ci sono criticità non risolte in vari segmenti che stanno determinando una perdita di efficienza e produttività del sistema italiano compromettendo le prospettive dei lavoratori, tanto da incidere anche nel percorso di rinnovo nei contratti nazionali”. La Uilt, aggiunge Tarlazzi chiede “una politica delle infrastrutture efficiente ed efficace riprendendo il progetto Connettere l’Italia”.

“Senza infrastrutture non ci sono investimenti, – dice ancora Tarlazzi – le imprese straniere non investono perché hanno bisogno di territori connessi”. Servono poi regole certe: “La crisi di Alitalia ribadisce Tarlazzi – è anche figlia della mancanza di regole nel sistema. Alitalia concorre con una gamba legata rispetto alle low cost”.     Anche per Salvatore Pellecchia, segretario generale della Fit Cisl, cruciale è il tema delle regole: “Nel trasporto aereo si è registrato un paradosso, a fronte di un incremento dei voli le aziende italiane sono in crisi”. Una regolazione “serve anche nel settore merci perché la nostra imprese sono sempre più assediate dalle aziende che vengono da fuori”, aggiunge. Pellecchia poi lamenta che sul trasporto pubblico locale “c’è un atteggiamento ondivago: fondi stanziati e poi tagliati, l’ultimo riguarda i 158 milioni di euro per coprire gli oneri di malattia degli autoferrotranvieri”. Ancora, dice il dirigente sindacale, serve “lo sblocco dei cantieri: le nostre infrastrutture soffrono rispetto a quelle europee e per il grosso divario tra Nord e Sud ci vuole una cura da cavallo”. E infine “un tema di carattere più generale che riguarda la fiscalità che penalizza le nostre aziende”.  Insomma, conclude Pellecchia, c’è la “perplessità che di fronte a uno sciopero si registra un’indifferenza totale, anche perché il tavolo convocato al Mit il 23 luglio riguarda solo il trasporto aereo”.

Sciopero nazionale il 24 luglio in tutti i settori dei trasporti e il 26 luglio nel trasporto aereo. A proclamare la protesta sono unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti “per dare sostegno alla piattaforma unitaria di proposte ‘Rimettiamo in movimento il Paese’ indirizzata al Governo, per avviare un confronto su trasporti, infrastrutture per renderle efficienti ed efficaci, su regole chiare che impediscano la concorrenza sleale tra le imprese e che diano priorità alla sicurezza dei trasporti e sul lavoro, nonchè alla tutela ambientale e sul diritto di sciopero.

MERCOLEDÌ 24 LUGLIO. Lo sciopero interesserà tutti i settori, il trasporto pubblico locale, ferroviario, merci e logistica, il trasporto marittimo e i porti, le autostrade, i taxi, l’autonoleggio.
TRASPORTO PUBBLICO LOCALE. Nel tpl e nel trasporto extraurbano, lo sciopero, nel rispetto delle fasce orarie di garanzia, si svolgerà, secondo modalità locali. Tra le principali città, a Milano dalle 18 alle 22, a Torino dalle 18 alle 22, a Genova dalle 11.30 alle 15.30, a Venezia dalle 10 alle 13, a Bologna dalle 11 alle 15, a Firenze dalle 18 alle 22, a Perugia dalle 17:30 alle 21:30, a Roma dalle 12.30 alle 16:30, a Napoli dalle 9 alle 13, a Bari dalle 12.30 alle 16:30, a Palermo dalle 9.30 alle 13.30.
FERROVIE. Nel trasporto ferroviario sarà di 8 ore dalle 9.01 alle 17.01. Stop mezzo turno per ogni turno nel settore degli appalti delle attività di supporto al trasporto ferroviario.
MERCI. Nel trasporto merci e logistica sarà di 4 ore per le aziende che effettuano servizi pubblici essenziali e articolato, a secondo modalità territoriali, per tutte le altre aziende.
MARITTIMI. Nel trasporto marittimo il personale viaggiante sui collegamenti con le isole maggiori si asterrà dal lavoro, nell’arco dell’intera giornata, da mezz’ora prima delle partenze e per 24 ore quello viaggiante sui collegamenti con le isole minori. Saranno garantiti le linee ed i servizi essenziali. Inoltre, subiranno ritardi di 24 ore alla partenza i traghetti e le navi da carico presenti nei porti nazionali. Stop per un intero turno di lavoro, per un massimo di 12 ore, degli addetti ai servizi tecnico nautici di rimorchio portuale, ormeggio, battellaggio e pilotaggio.

MERCOLEDÌ 24 LUGLIO.
PORTI. Nei porti astensione per un’intera prestazione giornaliera di tutti i lavoratori, dipendenti/soci imprese art 16, 17 e 18 Legge 84/94 e dipendenti della Autorità di sistema portuale. Sciopero nei porti per un’intera prestazione, fino a 12 ore, anche per guardie ai fuochi, ormeggiatori e barcaioli.
AUTOSTRADE. Nelle autostrade stop nelle ultime 4 ore del turno per il personale addetto agli impianti, alla sala radio e alla viabilità sottoposto alla legge 146 sullo sciopero mentre per un intero turno per il restante personale. Sciopero di 4 ore a fine turno anche per il personale Anas turnista delle sale e operativo sulle strade e per l’intera giornata il restante personale. Si fermano per una giornata di lavoro gli addetti ai servizi di trasporto funerario. Stop di 4 ore, a fine turno anche per gli addetti al noleggio auto, sosta e soccorso stradale e articolato all’interno dei turni nell’arco delle 24 ore per gli addetti al servizio taxi.

VENERDÌ 26 LUGLIO.
AEREI. Sciopero di 4 ore nel trasporto aereo, ad esclusione dei controllori di volo di Enav, dalle 10 alle 14.
Nel giorno dello sciopero del 24 luglio si terranno presidi presso le prefetture delle principali città e a Roma, a piazzale di Porta Pia, davanti la sede del Ministero dei Trasporti, a partire dalle 10.

Redazione Calabria 7

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