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Sciopero Avr, il Comune eroga 1,4 milioni di euro. Solidale anche il presidente della Reggina

Sciopero della fame dell’Avr, la società che si occupa della raccolta dei rifiuti sul territorio comunale di Reggio Calabria: “qualcosa” si muove.

EROGAZIONE

In seguito al “tavolo” fortemente voluto dal prefetto reggino Massimo Mariani coi rappresentanti del Comune, dell’azienda romana e dei sindacati, l’Ente locale ha messo in liquidazione la fattura Avr dell’importo da 1,4 milioni di euro relativa al maggio scorso; contestualmente, la parte datoriale s’è impegnata a versare ai 400 dipendenti almeno uno dei tre stipendi che mancano all’appello entro e non oltre la settimana entrante.

CORSI & RICORSI

Stando alle parti sociali, tuttavia, non ci troviamo di fronte a nulla di realmente risolutivo; e il risvolto peggiore in assoluto sta nell’emergenza-spazzatura, sintesi dell’emergenza ambientale e di quella sociale che ne costituiscono rilevantissime componenti. I sindacati stigmatizzano l’eterno ripresentarsi di «una storia che si ripete puntualmente a distanza di cinque, al massimo sei anni. È ormai chiaro che l’intervento della magistratura e degli Enti locali non può bastare serve un intervento forte e deciso direttamente da parte dello Stato», affermano i rappresentanti dei lavoratori, richiamando l’accorata richiesta del sindaco Giuseppe Falcomatà affinché lo Stato disponga trasferimenti straordinari verso le Autonomie locali afflitte da questo tipo di criticità e soprattutto affinché mandi l’Esercito a levare dalle strade oltre 5mila tonnellate d’immondizia dalle discariche a cielo aperto formatesi nel frattempo a causa anche dei troppi cittadini indisciplinati.

RIPUBBLICIZZARE?

Dopo il grido d’allarme lanciato dalla consigliera regionale leghista ed ex assessore comunale all’Ambiente Tilde Minasi («Assistere alla loro protesta, portata allo stremo, e condita da giustificabile rabbia per un diritto che a nessuno dovrebbe essere negato, ovvero la retribuzione, lascia amareggiati, così come rattrista il pensiero di tante famiglie che si trovano in un totale sconforto, colpite nella dignità »), da sponde politiche completamente opposte è giunta solidarietà piena da parte dell’associazione “La cosa pubblica”, guidata dall’ex candidato sindaco Stefano Morabito.

L’associazione ritiene che l’esito della riunione di ieri a Palazzo del Governo incarni «un primo, incoraggiante, segnale, ma non sia sufficiente. Riteniamo profondamente ingiusto e non più tollerabile che centinaia di lavoratori si trovino perennemente a vivere nell’incertezza e nell’impossibilità di vedere riconosciuto il diritto costituzionale alla retribuzione equa e sufficiente al sostentamento proprio e delle proprie famiglie. Una cosa – è il ‘distinguo’ operato da La cosa pubblica – è la situazione debitoria del Comune nei confronti di Avr, che riguarda complessivamente l’efficienza amministrativa del Municipio di Reggio Calabria, altra e distinta è il continuo sottrarsi della ditta ai suoi obblighi nei confronti dei dipendenti». E questo a maggior ragione guardando a una situazione «grave» in termini di servizio concretamente erogato ai cittadini reggini, che «ribadisce la necessità di eliminare dal settore dei servizi l’avidità e l’inefficienza delle ditte private, tornando a una gestione pubblica attraverso Aziende speciali municipali, tra le quali, certamente, non rientrano – ecco l’altro ‘distinguo’ – le società in house proposte dall’amministrazione».

© Riproduzione riservata.

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