Scontri a Cosenza, tutti i “perché” dei 21 consiglieri comunali di Catanzaro e la teoria del complotto

Antonello Talerico non firma la nota e chiede un'interrogazione parlamentare al ministro Piantedosi oltre a un intervento del sottosegretario Ferro
fiorita catanzaro

Nuova nota dei consiglieri comunali di Catanzaro sugli scontri avvenuti a Cosenza domenica sera. A firmarla sono in ventuno e all’appello mancano due big del calibro di Antonello Talerico e Valerio Donato, non proprio due qualsiasi, ma il sindaco-ombra e l’ex candidato a sindaco. Da destra a sinistra per il resto ci sono quasi tutti e il tifo per i giallorossi mette d’accordo maggioranza e opposizione. A firmare la nota sono, in ordine cronologico, il presidente del Consiglio comunale Bosco e a seguire Buccolieri, Capellupo, Carpino, Caviano, Celia, Ciciarello, Concolino, Corsi, Costa, Costanzo, Laudadio, Levato, Lobello, Palaia, Polimeni, Riccio, Scarpino, Sergi, Serraino, Verrengia. “A circa 72 ore dai fatti del derby, ancora non abbiamo una ricostruzione veritiera e ufficiale, da parte di questura e prefettura di Cosenza, su quanto accaduto domenica. Perché?” si chiedono e chiedono alle autorità competenti all’indomani della prima ondata di arresti in flagranza differita che, però, ha coinvolto solo tifosi giallorossi. Per il momento, degli scalmanati teppisti-ultrà cosentini che hanno teso un vero e proprio agguato ai pullman con all’interno i catanzaresi neanche l’ombra.

“Pessima pianificazione dell’evento e della gestione dell’ordine pubblico”

In attesa di un’inchiesta giudiziaria a 360 gradi che individui precise responsabilità e ricostruisca minuziosamente i fatti, i 21 consiglieri comunali si aggrappano “alle informazioni trapelate sulla stampa, molte delle quali risultate poi false come la presunta aggressione a bambini da parte della tifoseria catanzarese”. Per i politici catanzaresi di destra e di sinistra “sembrerebbero state fornite (ad arte?) proprio da fonti vicine agli inquirenti della città bruzia a giornalisti ‘amici’, come rivelano alcune fonti di stampa della stessa città di Cosenza” e accusa la Rai Calabria ancora una volta di avere avuto “un ruolo strategico” in questo “percorso di disinformazione” aggiungendo a illazioni già gravi in mancanza di prova concrete un altro perché? Poi si chiedono se tutto ciò “serviva, per caso, a coprire una pessima pianificazione dell’evento e della gestione dell’ordine pubblico?” e aggiungono che “al di là della condanna per ogni episodio di violenza appare chiaro che esistono palesi anomalie”.

Tutti i “perchè” dei 21 consiglieri comunali

Ecco alcuni degli interrogativi posti dai 21 consiglieri comunali: “Perché non si è stati in grado di gestire in modo adeguato la fase di vendita dei biglietti? E perché si è scelto di vendere un numero così esiguo di biglietti agli ospiti rispetto alle reali possibilità del settore? Il numero di forze dell’ordine era adeguato rispetto al numero di persone previste nell’evento? Perché non si è stati in grado di garantire la sicurezza dei rappresentanti della società oggetto di aggressione in tribuna? Perché per quei fatti nessun tifoso del Cosenza è stato fermato? Perché alla tifoseria organizzata, all’ingresso, è stato fatto fare il percorso più lungo per raggiungere lo stadio? Perché non si è consentito l’ingresso in modo agevole e sicuro ma con fare provocatorio si è consentito l’ingresso alla tifoseria catanzarese a partita ampiamente iniziata e da un varco di meno di 1 metro? Perché si è consentito che la tifoseria catanzarese venisse fatta oggetto durante tutta la partita di lancio di fumogeni, bombe carta, pietre, bottigliette d’acqua e addirittura venissero puntate contro il settore batterie di fuochi di artificio? Perché nel settore dei tifosi del Cosenza non sono intervenuti per fermare tali situazioni di pericolo né steward né forze dell’ordine? Perché nessuna telecamera ha ripreso? Perché si sceglie all’uscita del settore ospiti di avere un atteggiamento provocatorio verso la festante tifoseria catanzarese? Perché si sceglie il percorso più lungo anche all’uscita senza presidiare la famosa rotatoria del McDonald dalla quale partono, invece, oggetti contro i tifosi del Catanzaro? E perché lì nessun tifoso del Cosenza viene fermato o identificato? Perché i video che riprendono la realtà vengono tagliati ad hoc dalla Rai? Chi ha danneggiato i bus dei tifosi catanzaresi? Perché nessuno ha tutelato le famiglie catanzaresi in trasferta a Cosenza? Perché non si è dato credito alle testimonianze sui social di esponenti della tifoseria cosentina su quello che è realmente accaduto? Alcune semplici domande alle quali le autorità competenti della città di Cosenza crediamo debbano dare risposte veloci e serie.  Auspichiamo che gli organi competenti facciano piena luce sull’accaduto. Perché il rischio, certezza oggi, è che tutto ciò non faccia altro che danneggiare la città di Catanzaro e l’US Catanzaro in un momento storico e delicato. E non vorremmo che oggi i catanzaresi continuassero a pagare strane e sconosciute regie che minano sempre più a demolire il Capoluogo di Regione”.

La posizione di Antonello Talerico

La nota non è stata condivisa da Antonello Talerico che oltre a essere il leader della maggioranza della maggioranza che sostiene Nicola Fiorita e anche consigliere regionale. Nel commentare quanto avvenuto a Cosenza parte da due fatti ormai acclarati: nessuno assalto al McDonald’s e agguato invece al pullman dei tifosi catanzaresi. “Questi – scrive – sono i dati oggettivi, tutto il resto sono soltanto suggestioni e narrazioni di parte. Altra circostanza, se ci sono stati degli scontri tra due parti avverse non comprendo perché solo una parte è stata identificata e l’altra no. Immagino che saranno in corso ulteriori indagini.
Ed allora, credo che sarebbe opportuno anche per ragioni di opportunità e di sicurezza pubblica avere una fonte ufficiale e, quindi una dichiarazione da parte della Prefettura e della Questura che sono certo arriveranno nelle prossime ore, tenuto conto che la fuga di notizie da un lato o la violazione del segreto istruttorio dall’altro ha generato soltanto molta confusione e pericolosi salti in avanti”. Talerico chiede un’interrogazione parlamentare “affinché il Ministero dell’Interno possa fare luce su una grave vicenda che merita comunque la punizione di tutti i responsabili per le gravi condotte violente commesse, anche ai danni delle Forze dell’Ordine”. Infine auspica l’intervento del sottosegretario di Stato, Wanda Ferro, sottosegretario proprio al Ministero dell’Interno, “affinchè con la verità sia evitato a taluni di strumentalizzare fatti ed atti imputabili ai singoli e non già ad una Città intera e menchè meno ad una sola delle parti coinvolte e, ciò a prescindere dalla residenza dei responsabili”.

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