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Scontro tra avvocati e magistrati in Calabria: “Attacco delegittimante dalle Camere penali”

giovani avvocati di catanzaro-alt

“La comunanza delle due esperienze professionali di avvocato e magistrato, diverse ma speculari, ci induce a rifuggire dal rispondere con pari violenza dall’attacco delegittimante lanciato dalle Camere Penali alla magistratura calabrese. Un intervento che addolora chi crede nelle istituzioni”. Ad affermarlo il coordinamento di Area Democratica per la giustizia di Catanzaro, rappresentato da Graziella Viscomi e Gabriella Reillo in riferimento alla nota delle Camere penali calabresi con la quale proclamano sciopero dalle udienze del 14 e 15 luglio.

Le riforme “a costo zero” e i danni alla giustizia

“Al contrario – si legge nel documento – con forza e determinazione si vuole ricordare con quanta fatica e scarsità di mezzi si opera nei Distretti Calabresi. Le costanti e gravi scoperture di organico, l’assenza di personale, le carenze dell’edilizia giudiziaria sono il precipitato di almeno un ventennio di ‘riforme a costo’ zero’ che, qui al Sud, hanno aggravato una situazione organizzativa già sottodimensionata e precaria. Allontanare i cittadini dalla cultura della giurisdizione e dal rispetto per chi la esercita – proseguono da Area Democratica – additando la magistratura della regione quale responsabile delle disfunzioni del ‘sistema giustizia’ e facendo di tutte le erbe un fascio, generalizzando problematiche locali, costituisce un messaggio semplificato la cui portata populista non possiamo sottacere”.

“Una battaglia di civiltà da affrontare insieme”

“La giurisdizione penale – conclude la nota – non è sede di discrezionalità ed arbitrio piuttosto spesso ultimo strumento per il cittadino per far valere i propri diritti, denunciando situazioni di abuso e violenza. Gli operatori del diritto della regione, quali gli avvocati e i magistrati, piuttosto che ‘darsi contro’, hanno il dovere morale di impegnarsi affinché questa terra sia dotata di risorse adeguate che consentano ad entrambe le categorie di lavorare con dignità e nel reciproco usuale rispetto. Questa la battaglia di civiltà di cui si deve seriamente e unitariamente discutere”.

Le Camere penali calabresi si astengono dalle udienze: “Avvocati garanti della libertà”

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