L'Intervista

Scopelliti chiude al ritorno in politica: “Non sono un uomo per tutte le stagioni” (VIDEO)

L’ex sindaco di Reggio e presidente della Regione Calabria riappare in pubblico a Vibo Valentia per presentare il libro-intervista “Io sono libero”. E dice: “Se un giudice sbaglia è giusto che paghi”

“Un ritorno a casa”. La prima uscita pubblica in Calabria per Giuseppe Scopelliti e il suo libro-intervista “Io sono libero”, si celebra a Vibo Valentia, a chiusura del grande contenitore culturale e politico che è stata la “tre giorni” di Valentia in festa – Festival del Sud. E di “ritorno a casa” parla proprio l’ex “enfant prodige della destra calabrese” che, ammette, non ha potuto dire di “no” all’invito a farsi rivedere in una dimensione pubblica nella terra che lo ha visto protagonista di una stagione politica, da sindaco di Reggio Calabria e presidente di Regione, chiusa da una condanna giudiziaria per falso in atto pubblico. “Da uomo delle istituzioni non posso non credere alla giustizia – va dritto al punto Scopelliti -, ma la giustizia è fatta da uomini e donne, con le loro debolezze e i loro punti di forza, e purtroppo a volte accade ciò che è accaduto a me”.

“Riforma della giustizia atto di civiltà”

“Riforma della giustizia atto di civiltà”

L’ex presidente della Regione, presentando il volume sulla sua vicenda giudiziaria firmato da Franco Attanasio, osserva che è ancora necessario «combattere per affermare quello che è un obbligo della politica: portare questo Paese verso una democrazia compiuta, che poi era il sogno di Pinuccio Tatarella, e realizzare uno Stato attento alle necessità dei cittadini e non concentrato a metterli in difficoltà. Ciò significa che le riforme – ha spiegato -, anche quelle della giustizia, sono necessarie. Non si può pensare che un sindaco, un primario, un netturbino, un cittadino comune, quando sbagliano vengono perseguito per legge ma se sbaglia un magistrato questa non avvenga. È giusto che anche un magistrato si assuma le proprie responsabilità davanti alla legge. È un passo di civiltà, di democrazia, e la politica deve riappropriarsi  del suo campo: legiferare, stabilire regole, avviare una stagione diversa”.

“Meloni ha la forza per fare le riforme”

Sul governo Meloni, prevedibilmente, arriva il giudizio positivo di Scopelliti. “Si tratta di un gruppo dirigente che ha la forza per dare una spinta decisiva al rilancio del Paese. La figura più importante e rappresentativa è certamente quella del premier che lascia ben sperare in un impulso importante e significativo a questa nuova stagione. Credo che oggi la destra debba assumersi la responsabilità di realizzare il cambiamento che sognano gli italiani. C’è tempo per farlo, ma è pur vero che i grandi cambiamenti, le grandi riforme, si fanno entro il primo anno, quando ancora la condivisione con i cittadini è ancora forte”.

“Aberrante seguire i sondaggi”

“La politica non dovrebbe seguire i sondaggi o farsi condizionare dalla pancia degli elettori – aggiunge -, dovrebbe avere il compito di guidare i processi di crescita e assumersi la responsabilità delle scelte, perché i cittadini di fronte ai risultati raggiunti si sintonizzano con le scelte della politica. Giudico aberrante seguire i trend del momento e i sondaggi di gradimento. La politica si riappropri dei propri spazi con uomini e donne di spessore, che in Italia sono pochissimi”.

Ritorno in politica? “No, grazie”

E a proposito di “uomini di spessore”, Scopelliti riserva grandi elogi a Gianfranco Fini che, presentando proprio “Io sono libero” a Roma, ha preconizzato, poche settimane addietro, un possibile ritorno in campo del politico reggino. “Gianfranco è un gigante – lo esalta -, un grande leader, una delle menti più lucide del panorama internazionale. Io lo ringrazio per le sue parole ma ho fatto la scelta di stare fuori. Appartengo ad un’altra stagione, non sono un uomo per tutte le stagioni. Ancora la gente mi ferma, mi cerca, mi chiede un ritorno, ma bisogna fare i conti con la Storia e ricordarsi quello che Giuseppe Scopelliti ha subito, quello che hanno passato lui e i suoi familiari e gli amici più cari. Ecco, quando si pensa a questo si può comprendere la scelta di un diniego”. (m. s.)

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