Scoperto microrganismo in grado di mangiare virus, potrebbe essere una soluzione contro il Covid?

Gli "Halteria" potrebbero avere un ruolo ecologico fondamentale nel bilanciare la presenza di virus nell'ambiente
Halteria

Scoperto un microrganismo che si ciba solamente di virus, si chiama Halteria e potrebbe avere un impatto importantissimo e finora sconosciuto nel bilanciamento del carbonio a livello globale. A scoprire la dieta di questo comune microrganismo di acqua dolce è stato un gruppo di ricercatori dell’Universita’ del Nabraska a Lincoln, che ha i cui risultati sono pubblicati sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas).

Dove si trovano

Dove si trovano

Gli Halteria sono comuni microrganismi planktonici, che si trovano facilmente nelle acque dolci e sono caratterizzati da alcune lunghe ciglia che ne permettono il movimento in acqua. Per capirne meglio il comportamento e, soprattutto, le abitudini alimentari i ricercatori hanno eseguito esperimenti per anni e alla fine hanno scoperto che gli Halteria potrebbero avere un ruolo ecologico fondamentale nel bilanciare la presenza di virus nell’ambiente. Posti in presenza di clorovirus, una tipologia molto comune di virus giganti che infetta soprattutto microscopiche alghe verdi, le popolazioni di Halteria avevano una grande crescita, mentre quelle di clorovirus una rapidissima diminuzione.

“Se facciamo una stima approssimativa di quanti virus e quanti microrganismi ciliati ci siano nelle acque – ha detto l’ecologo John DeLong, responsabile dello studio – si può facilmente comprendere che attraverso questa catena alimentare c’è un enorme movimento di energia. Se ciò avviene su larga scala dobbiamo ripensare alla nostra visione del ciclo globale del carbonio”. Che alcuni microrganismi si cibassero di virus era noto, ma lo studio americano suggerisce che gli Halteria siano i primi ad avere una dieta così specializzata e il loro impatto sul ciclo del carbonio potrebbe essere importante anche su scala mondiale.

L’esempio dello stagno

Il professore ha descritto la natura di questi microrganismi, con l’obiettivo di utilizzarli in futuro per combattere i virus. “Sono formati da acidi nucleici, nitrogeno e fosforo, rivelandosi molto efficaci nel mangiare materiali di qualsiasi natura, compresi altri organismi. In questo caso occorre capire come possano essere resi idonei all’eliminazione dei virus“.

Il suo team di ricercatori ha analizzato attentamente alcuni campioni delle acque dolci di uno stagno. In questo caso grandi quantità di clorovirus, che aveva infettato delle alghe, si sono ridotte di cento volte a causa della presenza di un organismo unicellulare chiamato Halteria, che al contempo aveva aumentato la propria popolazione di almeno quindici volte. Attraverso alcuni esperimenti gli scienziati hanno scoperto il nesso diretto tra il clorovirus e l’Halteria. Il fenomeno è staato quindi ribattezzato “virovorismo“. La controprova è stata un esperimento che ha visto invece l’Halteria incapace di crescere e riprodursi di fronte all’assenza del virus nel proprio habitat. Non viene esclusa dai ricercatori l’esistenza di tanti altri organismi di questo tipo, in grado di eliminare i virus all’interno di qualsiasi sistema, potenzialmente anche il corpo umano.

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