Scopre in chat i tradimenti della compagna e la prende a calci e a pugni: un arresto a Catanzaro

La Squadra mobile esegue un'ordinanza di misura cautelare in carcere nei confronti di un 29enne accusato di maltrattamenti, lesioni e minacce aggravate

di Gabriella Passariello-  Non riusciva a tollerare i suoi tradimenti, scoperti leggendo le chat con i suoi presunti amanti e accecato dalla gelosia, ha deciso di punirla riempendola di schiaffi, pugni e calci, afferrandola dai capelli, dandole della poco di buono: “non cambierai mai, stai con me solo per saltare da un letto all’altro, mi usi come copertura”. Minacciata “lo sai che ti ammazzo”, dava sfogo alle sue scenate di gelosie tempestandola di messaggi, ferendola più volte anche con una forbicina, al punto che in ben due circostanze negli ultimi tempi la ragazza è finita al Pronto soccorso dell’Ospedale Pugliese-Ciaccio, dove le hanno diagnosticato un trauma cranico e un trauma alle braccia, piene di escoriazioni. Una serie di violenze ripetute nel tempo, finite quando la ragazza decide di raccontare tutto alle Forze dell’ordine, facendo scattare l’inchiesta che stanotte ha portato la Squadra Mobile di Catanzaro ad arrestare A. L. , 29 anni, destinatario di una misura cautelare in carcere emessa, su richiesta della Procura, dal gip Giuseppe De Salvatore per maltrattamenti, lesioni e minacce aggravate nei confronti della sua convivente.

“Non pensare che non mi accorga dei tuoi tradimenti”

“Non pensare che non mi accorga dei tuoi tradimenti”

Nella querela datata 5 gennaio, la ragazza racconta la convivenza con il padre dei suoi figli, riferisce di essere stata picchiata una prima volta nell’agosto del 2020 quando in seguito ad una discussione, A. L. la colpisce con una testata al volto, per poi tirarle i capelli trascinandola fino al luogo in cui la giovane aveva lanciato le chiavi dell’auto. E lì, continua a prenderla a pugni e a schiaffi sulle labbra. Sul posto arrivano i carabinieri e la convivente per proteggere il compagno nega di essere stata picchiata da lui. Dopo questo episodio, in base al racconto della vittima, le cose sarebbero andate bene almeno fino ad ottobre dello scorso anno, quando il 29enne scopre alcuni tradimenti e ricomincia a maltrattarla e nel mese di novembre rompe una porta e le urla contro :“non ti rendi conto di quello che hai fatto, sei una mamma, non puoi dare un’immagine del genere”. Pochi giorni dopo, una nuova scenata di gelosia a cui si aggiungono il 4 dicembre scorso gli insulti: “non pensare che se sto in silenzio non mi  accorgo delle cose e so che mi tradirai, perchè è quello che continui a fare da sempre.

L’ accusa di usare internet per chattare con uomini e le botte in testa

Il 23 dicembre  si scaglia di nuovo contro di lei e inizia a sferrargli calci e pugni su tutto il corpo, in particolare alle braccia e al collo, provocandole diverse escoriazioni, come confermato dal materiale fotografico in atti. Il 2 gennaio scorso, secondo quanto riferito dalla vittima, l’arrestato lo avrebbe nuovamente aggredita: dopo averla accusata di utilizzare i social network per instaurare relazioni sentimentali, la segue e mentre lei è in una tabaccheria le sussurra: “mi vuoi sputtanare in mezzo alla gente” e dalle parole le botte in testa. Dopo solo due giorni da quell’episodio una nuova scenata di gelosia e schiaffi al viso, affermando: “non mi dai sicurezza”, con chiaro riferimento al sospetto che lei chattasse con altri uomini. La giovane donna racconta tutto alla vicina di casa ma il compagno se ne accorge e lei spaventata si rifugia dai vicini, avvisa la madre e il padre, poi la richiesta di aiuto alle Forze dell’ordine, mentre la giovane donna viene portata in ospedale per essere dimessa dopo quindici giorni. Nel certificato risulta  che la donna aveva dichiarato di essere stata percossa dal compagno, con attivazione del percorso rosa, perché le fosse prestata adeguata assistenza.

I massaggi di perdono del compagno

E nella documentazione emerge anche come  la donna avesse riferito di un’altra aggressione due settimane prima, violenze che le avevano provocato dolori al torace. Per il gip il narrato della vittima è lineare, la donna ha ricostruito in modo equilibrato i maltrattamenti reiterati nel corso di una relazione costellata da episodi violenti sia pur intervallati da periodi di apparente tranquillità. Anche i contenuti dei messaggi inviati dall’indagato alla convivente confermano la ricostruzione accusatoria, messaggi da cui emergono segnali di pentimento “scusa tutto il male causato, te lo prometto niente più modi di merda, io davvero ci tengo a te, anche se lo manifesto in maniera orribile, almeno gli arresti domiciliari”. Si attende ora la fissazione dell’interrogatorio di garanzia, dove l’indagato assistito dall’avvocato difensore Giovanni Gemelli, potrà scegliere se fornire la sua versione dei fatti o avvalersi della facoltà di non rispondere.

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