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Scuola, Bevacqua (Pd): “La Regione continua a navigare a vista”

bevacqua coronavirus

“Relegare il dibattito sulla scuola in fondo alla seduta per approvare una proposta di legge inserita all’ultimo minuto è stato un atto dequalificante per l’immagine del consiglio regionale”. Lo afferma il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Domenico Bevacqua. “Appare altresì risibile – aggiunge – la scusa che la minoranza non avesse argomenti da dibattere sulla scuola. La discussione sulla scuola l’abbiamo chiesta noi. E di argomenti e di proposte abbiamo inondato la Giunta in questi mesi, sollecitando in ogni modo di non arrivare a ridosso dell’avvio dell’anno scolastico. Proprio per evitare quello che puntualmente, purtroppo si è verificato: sulla scuola, il governo regionale naviga a vista”.

Secondo Bevacqua “la relazione dell’assessore Savaglio è stata fiacca e inconsistente. Avevamo lanciato l’allarme a tempo debito sulla necessità e urgenza di attivare in Calabria tutte le azioni necessarie a monitorare e porre mano alle esigenze e ai bisogni per arrivare all’avvio dell’anno scolastico con meno patemi d’animo. La verità è che, mentre il Governo centrale ha sostenuto con corpose risorse le attività di riduzione del rischio da Covid-19; mentre gli enti locali (Comuni e Province), pur in mezzo a mille ristrettezze, hanno compiuto sforzi considerevoli, la Regione non ha reso disponibile neppure un euro”.

“Da mesi – prosegue il capogruppo del Pd – stiamo chiedendo un utilizzo dei fondi di immediata utilizzazione: una soluzione a portata di mano. Tanto per essere chiari e concreti, il problema dei trasporti era obiettivamente agevole da prevedere. Perché non si è venuti in Consiglio con una proposta di revisione straordinaria del Piano Ttp? Perché non si è arrivati in Consiglio con una proposta per l’assistenza degli alunni diversamente abili?”.

Bevacqua conclude: “Da parte nostra ci sarebbe stata tutta la disponibilità. Ma, in tutto questo tempo, il Consiglio non è mai stato reso partecipe: nessuna proposta è stata portata in aula dal governo regionale. È mancato qualsiasi coinvolgimento del potere legislativo, foss’anche per attivare un fronte comune di pressione sulle competenze delle istituzioni statali. Siamo davanti a pura e semplice presunzione. Il rischio di un duro colpo all’effettività del diritto allo studio dei giovani calabresi è preoccupantemente concreto”.

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