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“Sei ricolmo di cattiveria e meschinità”, lettera anonima a un prete del Catanzarese

“Ieri siamo venuti a conoscenza di una lettera anonima indirizzata al nostro parroco Don Salvatore Gallelli, i cui contenuti sono stati da lui stesso resi pubblici. Rimaniamo sconfortati e ci sentiamo mortificati nel leggere affermazioni colme di cattiveria e sentimenti di odio che colpendo il nostro parroco, uno dei punti di riferimento della nostra comunità, colpiscono ed indignano tutti noi”. E’ quanto scrive l’amministrazione comunale di Vallefiorita, in provincia di Catanzaro, sulla bacheca della propria pagina facebook. “Affermazioni irrispettose, irriguardose che respingiamo e condanniamo con fermezza, soprattutto per la metodologia con cui sono state espresse, metodologia che discredita senza permettere il confronto, uno degli elementi fondanti de vivere civile. A Don Salvatore, che ringraziamo per la sua opera religiosa e per il suo costante impegno sociale, – conclude l’amministrazione comunale – va tutta la nostra solidarietà e vicinanza”.

La lettera al parroco di Vallefiorita

“Il parroco – si legge nella lettera anonima recapitata al parroco – può gestire la parrocchia come egli ritiene più giusto, ma non permettiamo a nessuno di insultare chicchessia, denigrare e offendere con parole gravi. Tu prete dovresti essere un uomo di dio, sei invece ricolmo di cattiveria e meschinità e il tuo agire ne è la dimostrazione. Hai distrutto il coro, hai offeso persone, hai diviso la comunità. Ti sei circondato della “migliore Vallefiorita” tutti pronti come tante scimmiette a battere le mani con la riverenza e la sudditanza che tanto ti piace. Hai distrutto la festa di San Rocco elevandola a festicciola rionale, con i tuoi accoliti pronti sul palco ad inscenare spettacolini del nulla unito al niente”.

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