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Sellia Marina (Catanzaro), l’ultimo addio a Sergione (VIDEO)

Non si può descrivere il dolore. E non lo farò. Non si possono raccontare le lacrime e lo strazio di una famiglia che oggi ha salutato per sempre suo figlio.

Non si può nemmeno immaginare cosa c’è dietro l’abbraccio in cui Patrizio, Maria Teresa e Fabiana si sono stretti piangendo davanti alla bara di Sergio e la sofferenza della fidanzata Marika. Ci sono tragedie in cui non ci si può minimamente improvvisare narratori e non lo farò. Quello che farò, però, è raccontarvi di Sergio attraverso i miei occhi e quelli pieni di lacrime della miriade di persone che oggi è venuta a rendere omaggio al giovane. Questo pomeriggio anche il cielo sembrava piangere Sergione al punto che i parroci avevano pensato di spostare la celebrazione delle esequie nella chiesa del SS Rosario; e invece pochi minuti prima dell’arrivo della salma un timido sole ha fatto sì che i funerali si svolgessero all’aperto, come previsto, in una via Mercato a dir poco gremita di persone e addobbata con foto e palloncini bianchi. Sellia Marina di giovani ne ha persi tanti, troppi.

E Sergio non doveva essere uno di più. Non è giusto e non ci sono perché.  “Ovunque andrai il nostro amore arriverà fin lì” recita uno degli striscioni a lui dedicato sul quale il ragazzo sfoggia uno dei suoi migliori sorrisi. Quello che aveva per tutti e che ognuno ricorda oggi con gli occhi gonfi e rossi.

“Amiamoci perché non siamo nulla” sono state le parole rotte dalla commozione di Don Giuseppe il quale, nella sua omelia, breve perché non c’è stato niente da dire, ha ricordato il campione, la sua ilarità e la passione per la musica; ed è proprio per quest’ultima che, chi lo conosceva bene, ha voluto far in modo che ad accompagnare Sergio in questo suo ultimo viaggio fosse un piccolo concerto live sulle note di “A mano a mano” di Rino Gaetano, la sua canzone preferita.

Non una parola durante la funzione, solo tanta commozione soprattutto quando gli amici e i cugini hanno voluto dedicargli poche righe di commiato…le avrà sicuramente ascoltate da lassù e forse avrà pianto anche lui…o ne sarà stato felice…chissà. Su una cosa Don Giuseppe ha avuto ragione: la morte di Sergio ci deve servire da monito perché non siamo nulla su questa terra, possiamo cessare di esistere da un momento all’altro. Quello che possiamo lasciare però è l’amore che abbiamo dato e ricevuto. Solo questo ci può consolare. E Sergio di amore ne ha dato tanto. Le immagini lo dimostrano. Per il resto c’è poco da dire se non: ciao Sergio.

Antonia Opipari

Redazione Calabria 7

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