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Serie B, Braglia colpevole dello scempio Cosenza. Crotone superbo: il commento (VIDEO)

“L’amore deluso nel suo eccesso non ha altro esito che il suicidio”. Queste parole del filosofo Michael Foucault, sponda Cosenza, risuonano più attuali che mai. A chi ci riferiamo?

Innanzitutto a Piero Braglia, primo autore del disastro a tinte rossoblu. Nelle ultime ore sono numerosi i messaggi dei tifosi che lo rivorrebbero sulla panchina dei Lupi, senza però analizzare alcune vicende fondamentali.

Ricordate l’amichevole estiva del Cosenza contro il Monopoli? Braglia, nel post-gara, disse testuali parole: “Così non possiamo andare avanti, mi fido di Guarascio e Trinchera però manca ancora tanta gente. Se dovessi giudicare in base a quello che ho visto oggi, direi che siamo in mezzo ad una strada”.

Risultato? Il Cosenza non si è mai schiodato dai bassifondi della classifica. Piero Braglia, per eccessivo amore della piazza, ha deciso di accettare la scellerata gestione societaria obtorto collo e con la convinzione che tutto, prima o poi, si sarebbe risolto. Gesto da lodare, penserà qualcuno. E invece no: un amore tossico, fatale per la stagione del Cosenza. Sul presidente Guarascio, beh, preferiamo non dilungarci in inutili discorsi: basta informarsi sul caso Petrone o sul daspo inflitto al tifoso.

La fortuna ripaga una sola volta. Cosenza alza bandiera bianca e potrebbe ritrovarsi a fare i conti con la Serie C. Dispiace per la splendida tifoseria rossoblu: quella sì, che è da Serie A.

Crotone, che bellezza. Una volta lodavamo la squadra per il bel gioco, poi denunciavamo l’inaspettato calo di rendimento per mancanza di cinismo. E ora? Beh, ora gli Squali hanno bel gioco, cinismo e cazzimma da vendere. Un elemento in più da non sottovalutare, che ha portato questa squadra a rialzarsi prontamente con tre vittorie consecutive.

Il secondo posto è distante un solo punto, mentre la Serie A… quella è già nei pensieri di tutti. Merito di una splendida gestione societaria, che ha consegnato a Stroppa un organico di prima classe. Sconfiggere il Pisa, squadra affamata di punti, in pieno recupero e dopo un intero match di sofferenza e nervi, denota una maturità disarmante. Da categoria superiore. Ordine tattico e freddezza offensiva, due elementi che porteranno i pitagorici in alto. Verso un Paradiso chiamato Serie A.

Redazione Calabria 7

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