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Serie C, il commento alle squadre calabresi (VIDEO)

di Antonio Battaglia – Siamo alla sesta vittoria consecutiva, alla settima su sette impegni casalinghi. Parliamo del miglior attacco a quota 29 reti e della miglior difesa con soli 8 gol subiti.

Ci riferiamo, in particolare, a una delle poche squadre ancora imbattute in Europa.  E’ tutto un record assoluto nella gloriosa storia della Reggina, che legittima sempre di più la sua ormai consolidata prima posizione. Contro la Casertana, i “Gallo boys” hanno vinto una delicatissima gara con grande intelligenza: il predominio territoriale e l’ottima gestione delle fasi più critiche sono solo alcune delle solite note liete tra le file amaranto. Cinica, sì, ma non solo: la squadra di Toscano dà sempre l’impressione di poter mettere alle corde l’avversario, grazie anche ad una panchina faraonica che, all’occorrenza, diventa decisiva per congelare le partite.

Ora, avanti tutta fino a Natale: il calendario metterà a disposizione della Reggina incontri altamente alla portata. Mangiare il panettone con un enorme divario sulla seconda in classifica allieterebbe di certo le festività in riva allo Stretto. Dalle parti di Vibo si parla già di “Modicalandia”.

E non è un caso. Trenta gol nello scorso campionato contro i 29 attuali, difesa granitica di Nevio Orlandi contro attacco monstre di Giacomo Modica. Oggi la Vibonese ha, in compagnia della Reggina, il reparto offensivo più prolifico dell’intera Serie C, ai punti meglio di Juventus e Inter. Il cinismo è l’arma forte dei rossoblu, capaci di decidere la delicatissima contesa contro il Rieti con azioni di rimessa.

E la cinquina rifilata ai laziali, sulla falsariga di quanto visto contro il Catania, segnala all’intero girone meridionale l’ormai assodata e implacabile legge del “Razza”. Con gli occhi di un’intera nazione addosso, la Vibonese viaggia al ritmo delle grandi. E, a proposito, le incredibili gesta dei rossoblu non passano inosservate nemmeno ai numerosi talent scout sintomo, evidentemente, che il calcio champagne offerto dai ragazzi di Modica merita ben altri palcoscenici. Due punti persi, più che uno guadagnato. Il Catanzaro non riesce a mettere il turbo nemmeno a Cava De’ Tirreni, complice una partita dalle due facce. Regalare la seconda frazione agli avversari, con centrocampo e difesa totalmente allo sbando, è indice di uno stato psicofisico per nulla incoraggiante.

A preoccupare, ahinoi, è però anche l’aspetto tattico: la ragionata gestione dei momenti chiave della partita si tramuta spesso in una lentezza della manovra che porta ad una sterilità in fase offensiva. Sangue negli occhi dei tifosi giallorossi, abituati al calcio spumeggiante di Auteri. Il pari acciuffato ieri in pieno recupero, con un tiro dai 25 metri, la dice tutta sulla condizione delle Aquile. Resettare gli obiettivi stagionali e scordarsi il sogno promozione, dalle parti del “Ceravolo” è arrivato il momento di guardare in faccia la realtà. In conclusione, segnaliamo finalmente una buona prestazione del Rende. Caparbietà o “cazzimma”, chiamatela come volete: di certo ieri la squadra di Tricarico ha ben figurato in un campo ostico come quello di Francavilla e ottenuto un pari importante, sì, ma che sa di amaro.

I biancorossi, ai punti, avrebbero infatti meritato l’intera posta in palio, ma la mancanza di cattiveria e furbizia sottoporta ha fatto il resto. Continuare su questa strada per uscire dalle sabbie mobili della classifica, obbligo imprescindibile per salvare la categoria.

Redazione Calabria 7

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