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Serie C, luci e ombre nel weekend delle calabresi: il commento di Antonio Battaglia (VIDEO)

di Antonio Battaglia – Maestosità, forse è questo il termine più adatto per una Reggina che non conosce limiti. Sarebbe fisiologico avere un piccolo calo d’intensità (e avverrà, purtroppo), ma allo stato attuale sembra essere un incubo molto lontano.

Ci stiamo divertendo tutti: tifosi, addetti ai lavori e gli stessi giocatori. E non potrebbe essere altrimenti: la squadra di Toscano dà l’idea di poter sbranare qualsiasi avversario le si presenti davanti.

Nessuno aveva finora violato il fortino del Teramo. Ma un attimo, aspettate che arrivi l’implacabile Reggina, quella che sconfigge qualsiasi record: ora la striscia d’imbattibilità è arrivata a 17 partite, l’Italia intera osserva e applaude. E intanto, i ragazzi in maglia amaranto sono migliorati anche nella continuità difensiva: nessuna distrazione contro gli abruzzesi, mai un rischio. E chi li ferma più.

Altra giornata record a Lentini, dove la Vibonese batte la Sicula Leonzio un set a zero. Anzi, siamo più precisi: 7-2. Avete capito bene: il club di Caffo non vinceva in trasferta da oltre un anno. La rabbia accumulata dopo la sconfitta di Potenza e alimentata dallo stop dovuto al maltempo, si è riversata domenica in un vero e proprio scontro diretto.

Mai una flessione, pochissimi i rischi. E l’avversario, in teoria, non era dei più semplici. Quella di Modica è una squadra tosta e quadrata, l’altra gioia calabrese che macina record su record. Meglio andare coi piedi di piombo, certo, ma c’è davvero poco da rimproverare a questi ragazzi. Sogno playoff o realtà salvezza: la compagine ipponica ha scelto la prima strada.

Realtà salvezza, forse, per il Catanzaro, che pare aver scongiurato definitivamente qualsiasi speranza di promozione. La sconfitta con la Ternana ha, infatti, scoperto tutti i difetti di un organico deficitario: poca l’attenzione in fase difensiva, soprattutto in un secondo tempo di continue scorribande in avanti. Tutto il contrario degli umbri, che confermano di essere grande squadra grazie ad un’eccelsa capacità di prevenire i rischi.

Mancano ,inoltre, velocità e fantasia, elementi essenziali per il 3-5-2 di Grassadonia. L’enorme divario tecnico con la squadra di Gallo ha solo confermato una gestione pressappochistica del mercato estivo. Sarà, dunque, obbligatorio apportare i giusti innesti a centrocampo e attacco, altrimenti si rischierà di assistere ad un’altra stagione fallimentare. E non c’è Grassadonia che tenga.

Capitolo finale sul Rende, che colleziona il suo undicesimo ko stagionale. Avete capito bene: la squadra di Tricarico è sempre più ultima a quota 10 punti. Davvero pochissima roba contro la corazzata Bari, capace di vincere in surplace senza alcuno sforzo. Una gara senza storia, influenzata certo dal grande divario tecnico ed economico, ma anche dall’incapacità dei biancorossi di entrare in scena.

Davide contro Golia, con un epilogo di gran lunga diverso dalla storia narrata nella Bibbia. Il Rende visto domenica ha compiuto un netto passo indietro rispetto alla prestazione di Reggio Calabria: a questo ritmo non si va avanti, inutle anche sottolinearlo. Ci vuole un miracolo, Tricarico è praticamente avvisato.

Redazione Calabria 7

 

 

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