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Serie C, prova di maturità superata per la Reggina

di Vincenzo Imperitura – Una pigna. La Reggina vista nel primo tempo a Bari sembra proprio una pigna: compatta, durissima e capace di fare male se maneggiata con leggerezza. Una squadra che potrebbe specchiarsi nelle giocate di prima di Reginaldo e nella facilità con cui Corazza trova il gol in questo inizio di campionato, e che invece continua a sorprendere per la facilità con cui prende le redini del gioco dall’inizio.

È la Reggina che decide quando accelerare e quando lasciare l’inerzia al Bari, che dal canto suo, nei primi 45 minuti tira in porta solo una volta e più per un’invenzione del singolo che per un’idea di gioco vera e propria. Sulla carta è il Bari che dovrebbe fare la voce grossa, sul prato invece, nel primo tempo, è la Reggina a dettare le regole. Non è che le azioni da gol fiocchino, ma quando Corazza (terzo gol in 4 partite) ci mette il piattone dopo una mischia da calcio d’angolo, nessuno si stupisce che gli amaranto siano in vantaggio. Ci prova ancora Sounas al volo e poi Reginaldo su punizione, in mezzo un paio di svogliate puntate biancorosse sulla fascia sinistra. Il Bari è troppo brutto per essere vero e infatti nel secondo tempo la musica cambia e i pugliesi cominciano a spingere, alzando il baricentro e attaccando la Reggina con un pressing altissimo e ad alta qualità. Gli amaranto comunque non si sfaldano e quando puntano la porta fanno paura. Il gol dei biancorossi arriva su un mezzo svarione del portiere su calcio d’angolo, poi tanti cambi ma l’inerzia della partita non cambia con il Bari che tiene di più il pallone ma che di pericoli veri e propri non ne costruisce più. E se l’arbitro si fosse accorto della clamorosa trattenuta su Doumbia in area, forse racconteremmo un’altra storia. Finisce 1-1, con il tecnico amaranto che si dice rammaricato per la vittoria sfumata, e che si tiene stretto un risultato importantissimo e una prestazione coi fiocchi. Bene la difesa, De Rose si è preso la squadra come se non fosse mai andato via e Sounas aggiunge una prestazione maiuscola all’altra. A Bari la Reggina doveva dimostrare maturità e così è stato. In un San Nicola in cui c’erano più spettatori che in alcuni stadi di serie a (15 mila tra abbonati, paganti e nutritissima pattuglia ospite) la squadra di Mimmo Toscano (forse il vero valore aggiunto del mercato amaranto) ha mostrato agli altri concorrenti alla promozione le sue carte. E sono carte che fanno paura.

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