Servizi ai dializzati, è allarme nel Crotonese: strutture inadeguate e mancanza di personale

Nei nosocomi San Giovanni di Dio e Mesoraca i reparti allocati al settimo e al secondo piano. Con guasti frequenti agli ascensori

Un’altra storia di malasanità calabrese che si sta consumando nella provincia di Crotone dove i pazienti dializzati sono costretti a vivere situazioni insostenibili. Da terzo mondo soprattutto nei Centri ubicati negli ospedali San Giovanni di Dio (Crotone) e di Mesoraca. Nei due nosocomi i reparti sono ubicati al settimo e al secondo piano. Immaginate quali disagi devono affrontare i pazienti quando gli ascensori sono guasti. E succede molto spesso.

Ascensori bloccati e disagi

Nei mesi scorsi nel nosocomio di Mesoraca l’ascensore è rimasto bloccato. Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per trasportare i pazienti a spalle nel reparto ubicato al secondo piano. “Mi domando – ha sottolineato un dializzato – a chi è venuta la geniale idea di allocare il Centro dialisi al secondo piano sapendo che gli ascensori si possono guastare. Cosa ancora più assurda è che il reparto dialisi del San Giovanni di Dio si trova al settimo piano. Un Centro del genere andrebbe allocato al Piano terra possibilmente in prossimità della Rianimazione. Sono insopportabili le difficoltà che dobbiamo affrontare per poter fare la dialisi”. Nel nosocomio crotonese orbitano all’incirca 135 dializzati che devono raggiungere il settimo piano per fare la terapia . Per arrivare in reparto bisogna, quando non sono guasti, prendere l’ascensore che comporta dei gravi rischi per questi pazienti particolarmente fragili. Attraverso gli ascensori passa di tutto compreso i rifiuti speciali. Una semplice infezione per questi ammalati potrebbe essere fatale. Il piccolo esercito di dializzati da tempo chiede che il Centro venga trasferito in locali più idonei. Nonostante le proteste fino adesso non cambiato nulla.

Carenze strutturali all’ospedale di Mesoraca

“Ma si vuole capire – ha aggiunto un trapiantato – che siamo a rischio infezione. Uno come me non può salire su un ascensore dove poco prima sono stati trasportati rifiuti speciali. Ma ci vogliono morti. Questo stress non siamo in grado di reggerlo. Quando facciamo la dialisi dobbiamo affrontare non solo lo stress della terapia ma anche quello del viaggio e del parcheggio. Siamo veramente stanchi di essere trattati in questo modo assurdo”. Non si contano più le proteste dell’Aned che in passato aveva espressamente sollecitato il trasferimento dei locali della dialisi in una struttura diversa lontano dal reparto oncologico. “Due reparti del genere – ha evidenziato un altro paziente dializzato – non possono stare vicini per là fragilità degli ammalati. Non è garantita la sicurezza per cui è necessario provvedere immediatamente a reperire una nuova struttura al piano terra. Purtroppo risulta debole l’intera rete nefrologica crotonese anche per la carenza cronica del personale. Quando mancano medici e infermieri i carichi di lavoro crescono con gravi ripercussioni sull’erogazione dei servizi primari. Oltre alla mancanza di personale i pazienti dializzati devono fare i conti con carenze strutturali specie nell’ospedale di Mesoraca dove anche i servizi igienici sono insufficienti. Dopo questa ennesima levata di scudi si spera che il management dell’Asp raccolga il grido di dolore dei dializzati che chiedono maggiore attenzione per la loro grave patologia.

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