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Sgombero villette Stalettì, la protesta e lo sfogo dei cittadini (VIDEO)

villette caminia

di Mirko Monterosso – Ansia, sgomento e preoccupazione. Questi gli stati d’animo di circa un centinaio di manifestanti – proprietari, amici e passanti – che da questa mattina protestano contro il provvedimento di sgombero successivo al sequestro disposto dalla Procura di Catanzaro per le settantuno villette costruite in località Panaja a Caminia di Stalettì. Tanti i cartelli esposti, molta la disperazione. “La Legge non è uguale per tutti, basta guardare sugli scogli”, si legge su uno di questi. “Dateci il diritto di difesa” è scritto su un altro. Un residente della zona inveisce: “Prima distruggono le case, poi ci giudicano. Sono schifato da questa situazione.”

I proprietari delle villette a schiera si dichiarano mortificati e abbandonati dalla giustizia. “Caminia è una bomboniera di cristallo. Non ha senso demolire… per poi ricostruire cosa? Un parcheggio di un supermercato? La zona deve essere ristrutturata e diventare un polo per il turismo”, afferma un residente.

“Il Comune dopo 50 anni rinnega quello che è stato fatto”, incalza un altro. “Questo luogo tutto è tranne che demaniale. Chi li pagherà questi danni se dovesse uscir fuori che questo terreno non è demaniale”. “Ora che il Comune demolirà le abitazioni – incalza un altro possessore – cosa farà il Comune? La gente ha investito ogni risparmio in queste villette”.

“Vergogna, siamo gente onesta”

I proprietari delle abitazioni chiedono che gli venga riservato “il diritto di difesa ed un giusto processo”. “Vergogna, noi siamo gente onesta. Ci spetta il diritto di ascoltarci. Tutta la costa italiana è così ed è stata sanata. Vogliamo lo stesso trattamento anche noi, dopo tutti i sacrifici dei nostri antenati. Vogliamo che il nostro pezzetto di terra sia risanato”. Qualcuno parla di interessi dietro al provvedimento di sgombero. “Chissà quale interesse economico si cela dietro all’abbattimento delle villette della nostra zona”.

“L’unica spiaggia libera”

Una signora mostra un cartello con su la foto dei propri genitori. “Questi sono i nostri cari ritenuti da tutti come se fossero dei malavitosi, dei ladri. Noi siamo qui per onorare e far rispettare la loro memoria. Io sono un’indagata. Loro vogliono distruggere tutto prima di ascoltarci e sentire il nostro parere.”

L’obiettivo della protesta – a loro dire – è far sentire la propria voce, cercando di esporre il proprio punto di vista. “Caminia è un luogo che deve appartenere non solo agli stalettesi – dichiara il marito di una proprietaria – ma a chi ama le belle cose. Grazie a questi piccoli proprietari questa è l’unica spiaggia rimasta libera e non industrializzata, nè privatizzata. Questo è il luogo più bello della costa ionica”, conclude un passante.

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