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Sgominata la banda dei furti nel Catanzarese, 5 arresti: il ruolo del capo e dei corrieri (NOMI)

casa di cura reggio

di Gabriella Passariello- Un’associazione criminale dedita ad una serie di furti, dove ognuno avrebbe avuto uno specifico ruolo nel prendere di mira sempre lo stesso deposito di una società specializzata nei servizi di spedizione,ubicata a Marcellinara, sottraendo barbecue, scarpe, televisori, pneumatici, gazebi, monopattini, affettatrici, computer elettrodomestici e cellulari. Tutta una serie di merce prelevata indebitamente a partire da febbraio 2021, con la complicità del magazziniere del deposito, che avrebbe garantito “ai suoi uomini” l’accesso assicurato per far piazza pulita all’interno del maxi magazzino.

I nomi degli indagati e le misure cautelari applicate

Un meccanismo che non è sfuggito alla Procura di Lamezia, che ha chiesto e ottenuto dal gip cinque misure cautelari agli arresti domiciliari, a vario titolo per furto aggravato e ricettazione, misure notificate dai carabinieri del Nas di Catanzaro nei confronti del magazziniere Salvatore Melina, 46 anni, di Girifalco e dei corrieri Liborio Cannata, 53 anni, residente a Catanzaro, Vincenzo Lauritano, 35 anni di Catanzaro, Daniele Francetosi, 27 anni, residente a Maida e Vincenzo Purcaro, 26 anni, di Catanzaro. Tre gli indagati a piede libero Andrea Butera, 45 anni, di Lamezia; Antonio Carnì, 36 anni, di Lamezia e Leonardo Zaccone, 69 anni, di Borgia. Per il gip Emma Sonni firmataria dell’ordinanza si tratta di furti aggravati non solo dall’abuso di prestazione d’opera, dato che alcuni indagati sono addetti al deposito da cui avrebbero sottratto la merce, ma dalla particolare destrezza dei sodali capaci di eludere l’attenzione dei titolari del deposito per sottrarre i colli. Dall’attività investigativa sarebbe emersa in alcuni casi anche l’utilizzo di mezzi fraudolenti con particolare riferimento alla tecnica del “falso reso”. La ricezione della merce da parte dei cessionari poi integra, a detta del giudice per le indagini preliminari, il reato di ricettazione, “nella misura in cui costoro hanno acquistato merce provento dei delitti, consapevoli della loro provenienza”.

Il capo dell’organizzazione e il ruolo dei suoi uomini

Secondo le ipotesi accusatorie, Melina sarebbe stato il capo dell’associazione, colui che avrebbe organizzato il lavoro e approfittando del suo ruolo di magazziniere, avrebbe impartito le sue direttive ai corrieri Lauritano, Purcaro, Francetosi e Cannata, sia per quanto riguarda le attività di approvvigionamento della merce che per la successiva destinazione dei beni da dividere tra gli associati per essere poi ceduta a terzi o commercializzata. Questi ultimi, secondo quanto scritto nel provvedimento del gip, sarebbero stati alle strette dipendenze di Andrea Melina, con il preciso compito di sottrarre la merce dal deposito. Avrebbero abusato della loro attività di corrieri (all’interno del magazzino stesso) per il trasporto nel luogo di stoccaggio in un immobile nella disponibilità di Lauritano,  commercializzando beni provento di furto e la spartizione dei ricavi con gli altri sodali. In riferimento ai reati in contestazione primo fra tutti quello associativo, ma anche i furti, il gip ha dichiarato la propria incompetenza territoriale in favore dei colleghi del Tribunale di Catanzaro  “nel cui comprensorio rientra il territorio del Comune di Marcellinara e il suo hinterland”, luoghi in cui i fatti si sarebbero consumati.

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