Sicurezza e salute sul lavoro, 10 mila incidenti nel 2022 in Calabria. Report svela situazione critica

I principali rischi sono dovuti alle carenze strutturali e all’organizzazione, come personale mancante, carichi e ritmi intensi

Un quadro allarmante sulla salute nei luoghi di lavoro in Calabria emerge dall’indagine che conclude il progetto “Informare, prevenire, salvaguardare”, sottoscritto a febbraio 2019 da Inail, direzione regionale Calabria, e Inca, Istituto Nazionale Confederale di Assistenza della CGIL Calabria, presentata oggi a Catanzaro. Il protocollo tra i due istituti è stato stipulato con lo scopo di ampliare la promozione della sicurezza e della salute e la prevenzione delle malattie professionali. Il progetto ha coinvolto sperimentalmente le strutture ospedaliere delle Asp di Catanzaro, Reggio Calabria, Crotone, Vibo Valentia e Cosenza. Al progetto ha collaborato anche la Funzione Pubblica Cgil Calabria.

Più di 10 mila infortuni nel 2022

Più di 10 mila infortuni nel 2022

Secondo il report, in Calabria gli infortuni denunciati nel 2022 sono stati 10.270. Di questi 7.575 sono avvenuti nell’Industria e nei Servizi, 1.691 in Sanità e Assistenza Sanitaria Sociale, 596 in Agricoltura, 2.099 per conto tra i dipendenti statali. Per quanto riguarda le malattie professionali nel 2022, quelle denunciate sono state 2.148, di cui 1.737 in Industria e Servizi, 76 in Sanità e Assistenza Sanitaria Sociale, 383 in Agricoltura, 27 tra i dipendenti Statali.

Carenze strutturali e organizzazione problematica

I dati rilevati nel report del progetto fanno riferimento al 2018, in base alla sottoscrizione del protocollo. La loro raccolta ed elaborazione, avvenuta tramite la somministrazione di questionari in forma anonima tra medici, infermieri, tecnici, operatori socio-sanitari, amministrativi e addetti alla pulizia in ambito sanitario, è stata resa più complessa dall’avvento del Covid. Dal report emerge con forza un insieme di problemi legati alle carenze strutturali e all’organizzazione del lavoro, in termini di carichi e ritmi, con impatti negativi sulla qualità della vita anche se non percepita come strettamente legata alla situazione lavorativa.

Gli anziani soffrono di più

Il settore si caratterizza per un’elevata presenza di problemi muscolo-scheletrici così come un’incidenza significativa di personale con una ridotta idoneità. Per i più anziani, oltre alle problematiche legate alla naturale senescenza, emergono problemi di salute legati alla maggiore esposizione temporale ai rischi sul lavoro, con una diffusione di patologie muscolo-scheletriche che interessa in alcuni casi più della metà del campione oltre i 54 anni. A questi problemi si aggiungono quelli di ordine psico-sociale determinati sia dall’organizzazione del lavoro che dalle tensioni dovute alle relazioni con i pazienti e i loro familiari.

Un problema particolarmente rilevante anche a livello nazionale è la differenza percentuale tra il numero di malattie professionali denunciate e quelle effettivamente riconosciute. C’è una differenza che raggiunge quasi il 50% di riconoscimenti (anche se differenti) tra malattie professionali e cause di servizio. In generale, come mostra anche la poca conoscenza delle procedure per la sicurezza in caso di puntura di ago, sembra esserci una minore attenzione al tema degli infortuni e una scarsa cultura della prevenzione per le malattie professionali.

La presentazione del report

Alla presentazione hanno preso parte il segretario Generale CGIL Calabria Angelo Sposato, il direttore regionale vicario INAIL Calabria Vincenzo Amaddeo, il coordinatore regionale patronato INCA Calabria Giovanni Aristippo, il consulente medico patronato INCA Nazionale Fabio Manca, la sovrintendente sanitaria regionale INAIL Calabria Sonia Romeo, e la presidente patronato INCA nazionale Sara Palazzoli. “Questo progetto – ha sottolineato Vincenzo Amaddeo – rappresenta il proposito dell’Inail, la costruzione di una cultura della prevenzione e la costruzione di una rete di rapporti, come quello con il patronato, per agire sinergicamente”.

Quadro allarmante

Per il segretario CGIL Calabria, dal rapporto del lavoro congiunto tra Inca e Inail emerge un quadro allarmante. “La nostra è una regione vecchia e malata, che perde migliaia di giovani all’anno e dove l’età media nel lavoro pubblico è di dieci anni in più della media europea. Il blocco del turn over e delle assunzioni nella pubblica amministrazione, l’allungamento dell’età pensionistica, la precarietà del lavoro sempre più povero, la fuga dei giovani sono temi esiziali per il Sud”, dichiara Sposato. “Aumentano le paure e le incertezze, gli stati emotivi, cause di ansia e depressione che accrescono in modo esponenziale le patologie professionali. Serve un grande investimento sulla sicurezza del lavoro e sulla tutela individuale della salute”.

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