Sistema Bibliotecario Vibonese bancomat di famiglia, Floriani resta in silenzio e attende le carte dell’accusa

Interrogatorio di garanzia davanti al gip di Vibo. Ha risposto a tutte le domande l’ex direttrice amministrativa Valentina Amaddeo. Prodotta una memoria difensiva
Gilberto Floriani

Lui ha scelto il silenzio, lei ha parlato. Nuovo step nell’inchiesta giudiziaria che ruota intorno alla gestione del Sistema Bibliotecario Vibonese. Davanti al gip del Tribunale di Vibo sono comparsi i due principali indagati finiti agli arresti domiciliari. Gilberto Floriani, considerato dalla Guarda di Finanza che ha condotto le indagini l’amministratore di fatto dell’Svb fino al 2022, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Una scelta dettata dall’esigenza di visionare tutte le carte dell’accusa e impostare quindi la linea difensiva.

Ad assistere Gilberto Floriani sono gli avvocati Danilo Iannello e Giacinto Inzillo che al giudice hanno chiesto la revoca o la modifica della misura cautelare applicata. Per i due legali non sussistono le esigenze di un provvedimento così restrittivo per una persona incensurata, in pensione ormai da due anni, che non potrebbe reiterare i presunti reati per i quali è stato chiamato in causa e che non ricopre cariche pubbliche. Nel merito delle contestazioni gli avvocati di Floriani entreranno ovviamente dopo aver letto tutti gli atti dell’inchiesta sui quali poggia l’impianto accusatorio.

Ad assistere Gilberto Floriani sono gli avvocati Danilo Iannello e Giacinto Inzillo che al giudice hanno chiesto la revoca o la modifica della misura cautelare applicata. Per i due legali non sussistono le esigenze di un provvedimento così restrittivo per una persona incensurata, in pensione ormai da due anni, che non potrebbe reiterare i presunti reati per i quali è stato chiamato in causa e che non ricopre cariche pubbliche. Nel merito delle contestazioni gli avvocati di Floriani entreranno ovviamente dopo aver letto tutti gli atti dell’inchiesta sui quali poggia l’impianto accusatorio.

La memoria difensiva di Amaddeo

Diversa invece la strategia difensiva di Valentina Amaddeo il cui interrogatorio dinnanzi al gip è durato oltre un’ora. Da quanto si è appreso ha risposto a tutte le domande nel tentativo di chiarire la sua posizione e dimostrare l’estraneità alle accuse mosse dal pm della Procura di Vibo Filomena Aliberti. La difesa ha prodotto anche una memoria difensiva e attende ora le decisioni del giudice sulle esigenze o l’eventuale revoca della misura cautelare. Nell’inchiesta sono indagati a piede libero, anche loro con l’accusa di peculato, i figli di Floriani: Emilio di 43 anni, Giuseppe di 47 e Gabriele di 35.

Le ipotesi accusatorie

Secondo l’ipotesi accusatoria, Gilberto Floriani e Valentia Amaddeo si sarebbero appropriati di denaro pubblico utilizzandolo per il soddisfacimento di interessi privati. In particolare l’ex patron del Sistema Bibliotecario Vibonese avrebbe avuto a titolo di indennità di direzione, rimborsi spese e per il conferimento di incarichi, una somma pari a circa 87mila euro mentre ai figli Emilio, Giuseppe e Gabriele sarebbero andati rispettivamente 64mila, 70mila e 8mila euro.

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