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Sistema teatrale Calabria, le proposte di Giudiceandrea

“Il teatro calabrese merita dalla sua terra ciò che, paradossalmente, gli viene tributato dal resto d’Italia.

Abbiamo compagnie teatrali che vincono prestigiosi premi, attori e registi che vengono amati dal pubblico e dalla critica. Ma la politica non è riuscita a dare tutte le risposte che questi operatori meritano. È vero, nella legislatura uscente è stataa finalmente redatta una nuova legge per il teatro (che aggiorna la legge 3 del 2004) e il suo regolamento. Ma è innegabile che di più e di meglio si può e si deve fare. E non può essere solo uno slogan vuoto da campagna elettorale. Cosa si può fare? Abbiamo bisogno di un Sistema Teatrale Calabrese per un settore valido, ricco di eccellenze professionali, portatore di sviluppo culturale ed economico.”

Lo afferma in una nota Giuseppe Giudiceandrea, candidato Pd al consiglio regionale a sostegno di Pippo Callipo presidente.

“In Calabria la predisposizione di un Circuito teatrale dovrebbe coinvolgere soprattutto i piccoli borghi, i quali, hanno spesso delle sedi da destinare ad uso teatrale o a volte teatri che non vengono utilizzati o riqualificati. La disposizione regolamentare della legge 19/2017 non tiene conto di tutte le reali esigenze dei territori, soprattutto per i nuovi soggetti che svolgono attività di residenza già da tempo, ma che non sono in grado di maturare i requisiti di accesso agli avvisi pubblici. I “teatranti” hanno bisogno di stabilità di fondi che non possono essere annuali e variabili, hanno bisogno di una burocrazia che non sia mostruosa e ostile nei loro confronti quando si tratta di rendicontare il lavoro fatto.

Il mio intento è quello di porre l’attenzione sull’importanza sociale, culturale, educativa e di sviluppo economico che possiede questo settore. Che, pur avendo una legge regionale, non riesce ancora a soddisfare le esigenze e i bisogni reali degli operatori che lottano quotidianamente con cavilli burocratici e finanziamenti che diminuiscono di anno in anno la dotazione finanziaria predestinata.

Aggiungo che la Regione può, anzi, deve svolgere un’azione più incisiva nel rapporto che gli operatori culturali calabresi hanno e avranno, con il Mibact. Perché, per far crescere il sistema teatrale calabrese, serve che l’istituzione faccia sentire anche la propria voce. È inaccettabile che con queste eccellenze risultiamo essere ultimi riguardo ai finanziamenti nazionali di settore. Sono sicuro che insieme al candidato governatore Pippo Callipo riusciremo a dare le risposte che il teatro calabrese merita. Da troppi anni.”

© Riproduzione riservata.

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