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Soldi per scarcerare il boss: due avvocati mettono nei guai Armando Veneto

operazione "Nuove leve"

Ci sono due avvocati che mettono nei guai il legale Armando Veneto, indagato dalla distrettuale di Catanzaro per corruzione in atti giudiziari e concorso esterno.

Si tratta dell’intercettazione captata nello studio dell’avvocato Vincenzo Minasi e le dichiarazioni rese da un altro legale, divenuto collaboratore di giustizia Vittorio Pisani.

Viene registrata nello studio dell’avvocato Minasi una conversazione con due esponenti del clan Gallico, in cui il legale sosteneva di potere fare affidamento sui favori di un giudice, identificabile in Giusti. Quest’ultimo, raccontava sempre Minasi, sarebbe stato corrotto dall’avvocato Veneto per ottenere la scarcerazione dei Bellocco.

E’ l’avvocato Pisani poi a raccontare ai magistrati della Dda alcune confidenze che gli sarebbero state fatte proprio da Veneto.

“Conosco l’avvocato Armando Veneto quantomeno dal 2001 e nel 2011 il legale fu nominato da Marcello Pesce e nella circostanza mi domandò che tipo di persone fossero i Pesce, in particolare mi chiese se erano affidabili dal punto di vista dei pagamenti e della riservatezza.

Aggiunse che nell’ultimo periodo si era trovato male con i clienti provenienti da Rosarno, in particolare fece riferimento alla difesa di Rocco Gaetano Gallo (cosca Bellocco) davanti alla sezione feriale del Tribunale del Riesame nel 2009. Precisò che conosceva bene il dottor Giusti, che componeva quel collegio, in quanto lui (o la moglie, ora non ricordo) aveva fatto pratica nel suo studio.

Nella circostanza Veneto ammise di aver avvicinato Giusti e si lamentò con me del fatto che poi i suoi assistiti ne avevano parlato durante i colloqui intercettati”.

L’avvocato Veneto potrà chiarire la sua posizione, fornendo la sua versione dei fatti alla Dda di Catanzaro.

© Riproduzione riservata.

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