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Stadi chiusi ai tifosi ma non per Spirlì. E sui social scoppia la polemica

spirlì reggina

La riapertura delle porte ai tifosi si è trasformata in un caso. Politico, chiaramente. Esultare dal vivo per un gol segnato, abbracciare gli amici e magari anche gli sconosciuti, con il boato dei tifosi tutt’intorno. Emozioni che sembrano lontanissime, ma che qualche fortunato riesce comunque ad assaporare. 

A far esplodere la polemica sui social ci ha pensato, ancora una volta, Nino Spirlì. Il presidente facente funzioni della Regione Calabria ha pubblicato sul suo profilo Facebook una serie di foto che lo ritraggono seduto comodamente sugli spalti dello stadio “Granillo” per assistere a Reggina-Vicenza, gara valevole per la 33esima giornata del campionato di Serie B. Uno scatto che ha suscitato immediatamente centinaia e centinaia di commenti. 

Le reazioni

“Il facente funzioni, in piena zona rossa, con gli stadi chiusi al pubblico se ne va a vedere la partita. Ma secondo la sua ordinanza – scrive un utente – con la zona rossa si esce solo per motivi di salute o di necessità, con autocertificazione. Anziché pensare alla sanità allo sbando, agli ospedali strapieni, alle povere partite iva, pensa a svagarsi”. E ancora “La gente nelle ambulanze in fila davanti l’Annunziata muore e lui va allo stadio…la colpa è nostra che ci facciamo governare da questa classe politica infame e indegna” e “Le palestre sono chiuse da un anno, i nostri figli sono chiusi in casa da un’anno, la sanità Calabrese fa acqua da tutte le parti… e lei Forza Reggina. Vergogna”. Sono solo alcuni tra i commenti più coloriti dei calabresi “arrabbiati” con il presidente facente funzioni, che a parere di un altro utente “chiede agli altri di rispettare le regole che lui stesso infrange”. 

La replica

Non si è fatta attendere, però, la replica del diretto interessato che, tramite alcuni commenti, ha fatto sapere di aver “accettato un gradevole invito” in qualità di “presidente con delega allo sport”. Nel frattempo però, come scrive qualcuno, “la sanità calabrese è al collasso e le persone continuano a vivere situazioni di terribile disagio”. (a.b.)

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