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Stangata per le famiglie calabresi, tassa sui rifiuti alle stelle: Reggio la città più cara

Stangata per le famiglie calabresi. E’ di 324 euro la cifra spesa nel 2021 da una famiglia in Calabria per la tassa rifiuti (312 euro la media nazionale), con un aumento del 5,9% rispetto al 2020. La regione con la spesa più elevata resta la Campania (416 euro, -0,6% rispetto al 2020) mentre quella con la spesa media più bassa è il Veneto (232 euro), dove si registra anche una diminuzione del 4% circa rispetto all’anno precedente. È il quadro che emerge dalla annuale rilevazione dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, secondo cui a livello territoriale si registrano aumenti in dodici regioni: incremento a due cifre in Liguria (+10,3%), segue la Basilicata con +8,1%, il Molise con +6,1% e la Calabria con +5,9%; tariffe in diminuzione in sei: in Sardegna si registra un -5% e in Veneto un -3,8%.

Tassa rifiuti in Calabria

In particolare, a Vibo Valentia l’incremento più elevato (+44,9%), a Rovigo la diminuzione più consistente (-23%). Notevoli spesso le differenze tariffarie anche fra i singoli capoluoghi di provincia della stessa regione: in Calabria, si va dai 239 euro di Catanzaro ai 443 euro di Reggio Calabria. Quanto a raccolta differenziata, la Calabria si colloca in basso rispetto alla media nazionale: nel 2019, siamo al 47,9% di rifiuti differenziati in regione rispetto al 61,3% del resto del Paese.

Tassa rifiuti a Catanzaro

“Catanzaro continua a essere un Comune virtuoso in relazione alla Tariffa sui rifiuti, che costa meno che nel resto della regione”.  Lo ha affermato il sindaco Sergio Abramo commentando la rilevazione annuale di Cittadinanza attiva e dell’Osservatorio dei prezzi e delle tariffe. “I catanzaresi hanno potuto contare di una riduzione del 2,9% a fronte di un aumento, per i loro concittadini calabresi, che si è attestato quasi al 6% e ha anche registrato picchi molto alti come quello che ha riguardato Vibo con quasi il 45% in più. È l’ennesima dimostrazione che circa dieci anni di lavoro sia all’interno del Comune, con la raccolta differenziata porta a porta, sia in provincia, con la realizzazione del primo Ambito territoriale calabrese, portano benefici tangibili che hanno dirette ricadute sulle tasche dei cittadini”, ha proseguito Abramo.

A Catanzaro la tariffa più bassa

Il sindaco ha voluto riservare particolare attenzione anche “al fatto che Catanzaro, fra i capoluoghi calabresi, ha mantenuto la tariffa media più bassa pari a 239 euro a famiglia, oltre 200 euro in meno rispetto a Reggio”. Abramo, inoltre, ha evidenziato “la competitività, in termini di costi, paragonando la Tari di Catanzaro alla tariffa media in Italia, attestata a 312 euro, dei Comuni del nord, dove si pagano 270 euro, di quelli del centro, dove i costi si aggirano intorno ai 310 euro, e del sud, per cui si supera la soglia dei 350 euro. Questo importante risultato, l’ennesima certificazione del buon lavoro svolto dalla mia amministrazione, indica che la strada è quella giusta ma rappresenta pure uno stimolo ulteriore per fare ancora di più e ancora meglio, ognuno di noi, incrementando gli sforzi per far crescere ancora la percentuale, già alta, di raccolta differenziata”. 

 

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