Statale 18, i 30 km di pineta tra Pizzo e Campora San Giovanni rischiano di scomparire

Nonostante il tratto costiero sia tra i più gettonati d’Italia, è stato lasciato nel più totale degrado

Un Eden paesaggistico naturale a rischio se non lo si mette in sicurezza. Si tratta dei 30 chilometri di  pineta che costeggiano la Statale 18 nel tratto Pizzo-Nocera Terinese. Tra località Colamaio 1 e Falerna Marina, grazie a un mare e ad una spiaggia omerica, in assoluto tra le più belle d’Italia, negli ultimi 15 anni sono state avviate oltre 300 attività turistiche che nella stagione estiva accolgono centinaia di migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo. 

Un tratto nel più totale degrado

Un tratto nel più totale degrado

Purtroppo, nonostante il tratto costiero sia tra i più gettonati d’Italia, è stato lasciato nel più totale degrado. Ogni anno, con l’apertura della stagione balneare, i turisti devono fare a pugni con il mare inquinato da liquami fognari e la spiaggia invasa da tonnellate di rifiuti di ogni genere portati dal mare e dalla mano dell’uomo. A questo disastro ambientale si aggiunge lo stato di abbandono dei circa 30 chilometri di pineta caratterizzata dalla presenza di pini marini e acacie saline. Alberi meravigliosi che non vengono curati adeguatamente dagli organi preposti.

Di fronte a questo stato di abbandono gli imprenditori del settore turistico e le migliaia di persone  che hanno comprato casa tra Pizzo e Campora  San Giovanni hanno deciso di fare la voce grossa e puntare il dito contro la Regione e le amministrazioni  dei comuni che ricadono in questa vasta area vocata principalmente al turismo e all’agricoltura.

Gli operatori turistici: “Una vergogna”

“È una vergogna – hanno sottolineato alcuni operatori turistici che sono alla guida di alcuni dei villaggi  più prestigiosi della Calabria – lasciare in questo stato uno dei litorali più conosciuti al mondo. Dobbiamo combattere con il degrado della pineta, con i depuratori che non funzionano, con l’ inquinamento provocato dal fiume Angitola e con l’assenza dei servizi necessari all’accoglienza dei vacanzieri. Ogni anno perdiamo migliaia di turisti perché la pineta è zozza e con stradine interne intransitabili. Le poche asfaltate sono infatti piene di buche e con i pini marini pendenti sulle carreggiate. Occorre un risanamento generale se si vuole far crescere l’industria turistica”.

Da Pizzo a Campora San Giovanni la musica è la stessa. Gli operatori turistici sono sull’orlo di una crisi di nervi. Se si va avanti di questo passo i turisti saranno costretti a scegliere altre località più economiche e meno degradate. “Nel mio villaggio – ha aggiunto un altro imprenditore – vengono turisti americani, tedeschi, spagnoli e inglesi. Ogni anno mi chiedono le stesse cose perché vedono la pineta sprofondata nel degrado e il mare sporco. Non vi dico cosa devo inventarmi per farli rimanere. Governo regionale e sindaci intervengano se vogliamo salvare l’industria turistica.  Non si può fare accoglienza con il mare pieno di c…. E la pineta invasa di rifiuti e animali di ogni genere. Come imprenditori facciamo di tutto. I miracoli, però, li devono fare Regione e Comuni.

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