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Stige contro la cosca Farao-Marincola, 58 condanne in appello (NOMI)

di Gabriella Passariello- Cinquantotto condanne, venti assoluzioni e due non luogo a procedere per un totale di oltre 4 secoli di reclusione. Si chiude il processo di secondo grado per 80 imputati coinvolti nella maxi inchiesta della Dda di Catanzaro, nome in codice Stige, condotta dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Crotone, a gennaio 2018,  contro la cosca Farao-Marincola di Cirò Marina. Un’ organizzazione diretta dal boss ergastolano Giuseppe Farao, 70 anni, con base operativa a Cirò e nei paesi limitrofi, dove è stata verificata anche l’operatività di due ‘ndrine satelliti: quella dei Casabona facente capo a Francesco Tallarico e quella di Strongoli, facente capo alla famiglia Giglio. Attraverso imprenditori compiacenti, la cosca avrebbe ottenuto rapidi pagamenti dalla Pubblica Amministrazione, recuperi crediti, lavori e commesse, riconoscendo di contro al sodalizio i più diversificati favori, dalle assunzioni ai finanziamenti, all’elargizione di somme di danaro, contribuendo a conferire sul territorio il più indiscusso potere alla ’ndrangheta.

Le condanne in appello e le richiesta del pg

La Corte di appello, presieduta da Loredana De Franco ha inflitto a Francesco Aloe, 10 anni come richiesto dal pg; Gaetano Aloe, 13 anni, 4 mesi, come richiesto dal pg; Giuseppina Aloe, 3 anni e 4 mesi, come richiesto dal pg; Antonio Anania, 9 anni e 8 mesi, come richiesto dal pg; Ercole Anania, 13 anni e 2 mesi, come richiesto dal pg;  Aldo Chimenti,  8 mesi e pena sospesa, come richiesto dal pg; Francesco Basta,  9 anni e 6 mesi, mentre il pg aveva chiesto10 anni di reclusione; Morena Cola, 10 mesi, pena sospesa, come richiesto dal pg; Francesco Crugliano, 1 anno e 6 mesi, pena sospesa, come richiesto dal pg; Gennaro Crugliano  8 anni e 4 mesi, come richiesto dal pg; Mirco Crugliano, 8 anni e 8 mesi, come richiesto dal pg; Francesco Farao, 4 anni e 8 mesi, come richiesto dal pg; Vittorio Farao (di Giuseppe 43 anni), 8 anni, come richiesto dal pg; Vittorio Farao (di Silvio, 42 anni) 20 anni di reclusione, come richiesto dal pg; Donato Gangale, 9 anni e 4 mesi, come richiesto dal pg; Giuseppe Guarino, 1 anno e 6 mesi, come richiesto dal pg; Vincenzo Marino, 2 anni, come richiesto dal pg; Salvatore Morrone, 20 anni, come richiesto dal pg; Domenico Palmieri, 8 anni, come richiesto dal pg; Rosario Placido,1 anno e 4 mesi, come richiesto dal pg; Fabio Potenza, 9 anni e 4 mesi, come richiesto dal pg; Carmela Roberta Putrino, 15 anni e 4 mesi, come richiesto dal pg; Luigi Rizzo, 9 anni e 4 mesi, come richiesto dal pg; Domenico Rocca, 8 anni, mentre il pg aveva chiesto 10 anni; Francesco Russo, 8 anni, come richiesto dal pg; Carmine Siena 11 anni e 4 mesi, come richiesto dal pg; Palmiro Salvatore Siena, 11 anni e 4 mesi, come richiesto dal pg; Giovanni Spadafora, 12 anni, come richiesto dal pg; Giuseppe Spagnolo, 20 anni, come richiesto dal pg;  Antonio Squillace 1 anno e 4 mesi, pena sospesa, come richiesto dal pg; Francesco Tallarico, 20 anni di reclusione, come richiesto dal pg; Luigi Tasso, 3 anni, 4 mesi, 34mila euro di multa, mentre il pg aveva chiesto 12 anni di reclusione; Carolina Terlizzi,  1 anno, 9 mesi, 10 giorni pena sospesa, come richiesto dal pg; Annamaria Veltri 1 anno, 4 mesi, pena sospesa, come richiesto dal pg; Giuseppe Giglio, 14 anni, mentre il pg aveva invocato18 anni e 12mila euro di multa; per Cataldo Marincola, è caduta l’associazione e la Corte gli ha inflitto 7 anni e 4 mesi di reclusione, mentre il pg aveva invocato la conferma di primo grado a 20 anni (difeso dagli avvocati Salvatore Staiano e Sergio Rotundo)

Le pene ridotte e le richieste del pg

Antonio Bartucca, 8 anni e 8 mesi di reclusione, mentre il pg ha invocato 10 anni e 8 mesi; Moncef Blaich detto “Monzi”, 2 anni, mentre il pg ha chiesto  5 anni; Martino Cariati,  12 anni, un mese e 10 giorni, il pg aveva chiesto 20 anni di reclusione, mentre in primo grado era stato condannato a 15 anni e 4 mesi; Vito Castellano, 13 anni e 4 mesi di reclusione, mentre il pg aveva invocato  20 anni di reclusione e in primo grado gli erano stati inflitti 16 anni; Leonardo Crugliano, 17 anni, 5 mesi e 10 giorni, mentre il pg aveva invocato la conferma a 20 anni; Antonio De Luca, 4 anni, mentre il pg aveva invocato la conferma della condanna di primo grado a 5 anni e 5 mesi; Alessandro Gabin, 2 anni, mentre il pg aveva chiesto la conferma a  5 anni; Franco Gigliotti, 8 anni, il pg aveva invocato 10 anni; Nino Greco , 3 anni e 4 mesi di reclusione, mentre il pg aveva chiesto 5 anni e 8 mesi; Mario Lavorato, 8 anni e 8 mesi di reclusione, il pg aveva chiesto 14 anni di reclusione  e in primo grado gli erano stati inflitti 10 anni e 8 mesi;  Carmine Muto, 4 anni di reclusione in luogo dei 7 anni richiesti dal pg; Luigi Muto, 13 anni e 4 mesi, in luogo della conferma a  19 anni e 4 mesi richiesti dal pg; Santino Muto, 4 anni in luogo della conferma a 7 anni e 8 mesi richiesta dal pg; Basilio Paletta, 10 anni e 10 mesi di reclusione in luogo della conferma richiesta dal pg a 12 anni e 10 mesi;  Eugenio Quattromani, 8 anni di reclusione in luogo a10 anni; Salvatore Rizzo, 11 anni e 4 mesi di reclusione in luogo della conferma a13 anni e 4 mesi richiesta dal pg; Francesco Salvatore, 13 anni, 5 mesi e 10 giorni in luogo della conferma a 15 anni e 6 mesi richiesta dal pg;  Dino Celano, 2 anni, mentre il pg aveva chiesto la conferma a 5 anni; Vincenzo Santoro, 16 anni, 11 mesi e 10 giorni di reclusione, mentre il pg aveva invocato 17 anni e 8 mesi; Roberto Siciliani, 8 anni, come richiesto dal pg,  Salvatore Giglio, 20 anni come richiesto dal pg ; Giuseppe Sestitocome richiesto dal pg, 20 anni di reclusione.

Le assoluzioni e le richieste del pg

Assolti Francesco Rocca, il pg aveva chiesto 2 anni; Antonella Rocca, il pg aveva chiesto 2 anni; Angelo Cofone, il pg aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado a 3anni; Adolfo D’Ambrosio, il pm aveva chiesto 8 anni;  Aldo Marincola, mentre il pg aveva invocato 8 anni; Ludovico Tallarico, mentre il pg aveva chiesto 8 anni; Bruno Tucci e Vincenzo Zampelli, mentre per entrambi il pg aveva invocato 3 anni e 8 mesi; Alessandro Albano, mentre il pg aveva invocato 8 anni, Domenico Alessio, mentre il pg aveva invocato 8 anni, Lucia Aloe, mentre pg chiesto 3 anni; l’imprenditore Agostino Canino, difeso dagli avvocati Stefano Nimpo e Gianni Russano, nei confronti dell’imputato il pg aveva invocato 8 anni; Amodio Caputo, il pg aveva invocato 6 anni e 8 mesi; Luigi Caputo, il pg aveva invocato 6 anni e 8 mesi; Gilda Cardamone, il pg aveva chiesto 2 anni di reclusione; Teresa Clarà, il pg aveva chiesta 2 anni; Nicola Flotta  il pg aveva chiesto 8 anni;  Giuseppe Sprovieri, il pg aveva invocato 6 anni; Roberto Corvo, il pg aveva invocato 8 anni; Giancarlo Fuscaldo, il pg aveva chiesto 8 anni. Per  Domenico Nicola Guarino, come richiesto dal pg, la Corte ha rimesso gli al giudice di prime cure.

 Il non doversi procedere

La Corte di appello ha dichiarato per Nevio Siciliani, il non doversi  procedere per morte dell’imputato, così come per Giovanni Caruso, per intervenuta prescrizione, il pm aveva chiesto 3 anni.

Le accuse

Una sfilza di reati vengono contestati agli imputati: l’associazione a delinquere di stampo mafioso, l’estorsione, l’autoriciclaggio, porto e detenzione illegale di armi e munizioni, intestazione fittizia di beni, procurata inosservanza di pena e illecita concorrenza con minaccia aggravata dal metodo mafioso.

Parti civili

Quindici le parti civili: i Comuni di Colosimo, Cutro, Cirò Marina, Cariati, Mandatoriccio, Pietrapaola, Scigliano, San Giovanni in Fiore, Strongoli, Cgil Calabria, Cgil Emilia Romagna, Cgil Nazionale, Legambiente Calabria onlus, Fiom Parma e Antonio Gallo.

I sequestri

L’inchiesta vergata dai sostituti procuratori Domenico Guarascio, Alessandro Prontera, Fabiana Rapino e coordinata dal procuratore aggiunto Vincenzo Luberto con la supervisione del procuratore capo Nicola Gratteri aveva portato al sequestro preventivo di 700 immobili, 400 autoveicoli, 57 società per la maggior parte nel territorio del Crotonese , ma anche in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Lazio, Toscana, Campania e Germania per un valore di circa 50milioni di euro. Provvedimenti che hanno documentato l’operatività , gli assetti gerarchici interni e le attività della locale di ‘ndrangheta dai Farao- Marincola di Cirò con il suo pieno controllo degli apparati imprenditoriali, operanti soprattutto nei settori della produzione e del commercio del pane, della vendita del pescato, del vino, dei prodotti alimentari, delineando il quadro complessivo degli interessi illeciti gestiti in ambito nazionale ed estero. In questo quadro si sarebbe documentato il controllo da parte della cosca della produzione e distribuzione dei prodotti da forno, per cui i commercianti al dettaglio cirotani sarebbero stati costretti ad acquistare solo il pane prodotto dal forno di uno dei sodali e, nel contempo, gli altri concorrenti, con minacce, sarebbero stati allontanati dal territorio.   Le indagini avrebbero permesso di ricostruire la ramificata rete di imprenditori considerati compiacenti e collusi che, sulla base di un rapporto perfettamente “sinallagmatico”, ovvero di reciproci scambi, avrebbero ottenuto pagamenti rapidi dalle Pubbliche amministrazioni, recuperi crediti, lavori e commesse (pubbliche e private), riconoscendo di contro al clan i più diversificati favori: dalle assunzioni, ai finanziamenti, all’elargizione di somme di denaro, “contribuendo efficacemente e consapevolmente all’accrescimento del potere mafioso sul territorio”. Fondamentale nell’inchiesta è stata anche la collaborazione con le autorità tedesche (Ika e Bka) nel ricostruire gli affari illeciti gestiti dalla cosca in Germania. Il gruppo criminale era ramificato in diverse regioni e la sua operatività, come accertato dai Carabinieri in collaborazione con la polizia tedesca, si estendeva anche ai lander dell’Assia e del Baden-Wurttemberg.

Il collegio difensivo

Oltre agli avvocati Salvatore Staiano, Sergio Rotundo e Stefano Nimpo, sono impegnati tra gli altri, Gregorio Viscomi, Pietro Pitari, Gianni Russano, Giovanni Merante, Giuseppe Bruno, Luigi Falcone, Enzo Ioppoli, Tiziano Saporito, Pino Pitaro,  Salvatore Iannone e Rosa Maria Romano, Giuseppe Di Renzo, Luca Cianferoni, Tiziano Saporito, Valerio Spigarelli, Francesco Barbuto, Fabrizio Gallo, Pasquale Nicoletta, Antonio Anania, Maria Claudia Conidi, Pietro Nocita, Nico D’ascola, Armando Veneto, Francesco Severino e Vittorio Ranieri.

© Riproduzione riservata.

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