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Stipendi illegittimi ai veterinari, tutti a giudizio. A processo anche Scura e Urbani

di Gabriella Passariello- Compensi aggiuntivi non dovuti comprensivi di indennità forfettarie, rimborsi per le trasferte e per la reperibilità, grazie ad “amici” compiacenti, che hanno chiuso un occhio su leggi regionali e norme costituzionali. Con l’accusa di abuso di ufficio, il gup del Tribunale di Catanzaro Isabella Valenzi ha rinviato a giudizio 7 imputati tra dirigenti medici e vertici del comparto sanitario, accogliendo la richiesta del pubblico ministero. Si tratta dell’ex commissario ad acta per il Piano di rientro del debito sanitario della Calabria Massimo Scura, l’ex sub commissario Andrea Urbani, attualmente alla direzione generale della programmazione sanitaria del ministero della Salute, il coordinatore della task force veterinaria Pasquale Turno e di cinque dirigenti medici veterinari individuati dalla regione Calabria per far parte della “task force veterinaria”: Fabio Arigoni, di Roccabernarda (Crotone), dirigente veterinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone; Gianluca Grandinetti, di Soveria Mannelli, dirigente veterinario dell’Asp di Catanzaro; Maurizio Anastasio, di Rende (Cosenza), dirigente veterinario dell’Asp di Cosenza e Achille Straticò, di Bisignano (Cosenza), dipendente dell’Asp di Cosenza.

Le somme illecite percepite

Dalle indagini, condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Catanzaro, nell’ambito dell’operazione Artemide è emerso che a partire dal 2011 e fino al 2019 i componenti della task force, avrebbero indebitamente percepito tre differenti emolumenti non dovuti, con provvedimenti assunti dal coordinatore della task force e dai vertici delle strutture commissariali per la Sanità calabrese. In particolare Aragoni, avrebbe percepito 63.806, 39 a titolo di indennità forfettarie e 26.735,44 euro per i rimborsi chilometrici per un totale di 90.541,83; Grandinetti, 48.088,60, a titolo di indennità forfettarie, 11.452,20 a titolo di rimborsi chilometrici e 3.390,78 per indennità di reperibilità per complessivi 62.931,58; Anastasio 16.140 euro per indennità forfettarie, 3.097,83 per rimborsi chilometrici e 1.186, 39 a titolo di indennità di reperibilità per complessivi 20.424,22 e Straticò 78mila euro per indennità forfettarie, 22.895,51 a titolo di rimborsi chilometrici per complessivi 100.895,51 euro.

Le censure del ministero

Tra l’altro, i provvedimenti erano stati più volte censurati dalle strutture del ministero della salute, deputate a vigilare sulla gestione commissariale in quanto si trattava di una retribuzione forfettaria ragguagliata a 10 ore settimanali di prestazioni aggiuntive. Questa indennità sarebbe stata “priva di ogni fondamento giuridico”, corrisposta indipendentemente dallo svolgimento effettivo delle prestazioni aggiuntive, mentre i rimborsi chilometrici per le trasferte dall’Asp di appartenenza alla struttura regionale, non erano dovuti, perché i componenti della task force dovevano fisicamente operare proprio all’interno della cittadella regionale e i compensi per ore di pronta disponibilità (reperibilità), sarebbero astrattamente previsti solo per straordinarie e urgenti esigenze di servizio.

Il processo

La prima udienza dibattimentale inizierà il prossimo 21 giugno e gli avvocati difensori Sergio Rotundo, Domenico Zaffina, Domenico D’Ascola, Francesco Rotundo proveranno a smontare le ipotesi di accusa.

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