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Stipendiato senza mai lavorare, indagati un assenteista e i suoi superiori al Pugliese di Catanzaro (NOMI)

cropani poste

I militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Catanzaro, su disposizione della Procura di Catanzaro, hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini nei confronti di Salvatore Scumace, 67 anni, di Botricello, Nino Critelli, 66 anni di Catanzaro, Vittorio Prejanò, 64 anni di Catanzaro, Maria Pia De Vito, 68 anni di Montepaone, Domenico Canino, 62 anni di Catanzaro, Laura Fondacaro, 52 anni di Soverato, e Antonio Molè, 53 anni di Catanzaro, nell’ambito dell’inchiesta sull’ assenteismo dei pubblici dipendenti.

Le indagini

Le indagini, dirette dal sostituto procuratore Domenico Assumma, col coordinamento del procuratore aggiunto Giancarlo Novelli e del procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, hanno condotto all’iscrizione a vario titolo dei sette indagati (dipendenti, funzionari e dirigenti dell’ospedale cittadino) per abuso d’ufficio, falso ed estorsione aggravata. Gli accertamenti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di finanza di Catanzaro, svolti nel più ampio contesto di una serie di approfondimenti sulle condotte assenteistiche dei pubblici dipendenti, hanno consentito di rilevare che Scumace, già in organico all’azienda, nel 2005 era stato assegnato al Centro Operativo Emergenza Incendi (Coei) dell’ospedale catanzarese.

Quindici anni senza mai lavorare

Tuttavia, per quanto ricostruito attraverso l’esame dei tabulati di presenza, dei turni di servizio e delle testimonianze di alcuni suoi colleghi e superiori, Scumace, pur percependo regolarmente la retribuzione (per più di 538mila euro complessivi), per oltre 15 anni non si è mai recato in servizio. Per raggiungere il suo illecito obiettivo, peraltro, Scumace aveva fatto ricorso anche a condotte estorsive, perpetrate per mezzo di altri soggetti nei confronti dei propri superiori. Ciò avveniva in particolare nel 2005, quando – secondo quanto ricostruito dalle indagini -, “una persona molto distinta” si introduceva senza preavviso nell’ufficio della responsabile del Coei (oggi in congedo ed estranea alle indagini) e, operando velate ma inequivocabili minacce all’incolumità sua e dei suoi familiari, la costringeva a soprassedere dalle segnalazioni disciplinari nei confronti del dipendente assenteista.

Successivamente, al pensionamento della responsabile intimidita, le condotte assenteistiche di Scumace proseguivano indisturbate in quanto sia Critelli – subentrato responsabile del Coei – che i due dirigenti pro tempore dell’Ufficio Risorse Umane (Prejanò e De Vito), tutti indagati, in concorso con Scumace, per abuso d’ufficio, omettevano di adempiere ai controlli sull’effettiva presenza in servizio del dipendente Scumace, consentendogli di fatto di proseguire nel suo reiterato assenteismo.

Falso in atto pubblico e abuso d’ufficio

Nel luglio del 2020, quando sono iniziati gli approfondimenti investigativi della Guardia di Finanza, anche attraverso l’analisi dei tabulati telefonici degli ultimi due anni dell’indagato, l’Azienda ha avviato un primo procedimento disciplinare nei confronti di Scumace, affidato a un’apposita commissione composta dagli ulteriori indagati Canino (presidente), Molè e Fondacato (membri). Tale organo, tuttavia, a fronte della palese condotta assenteistica di Scumace, concludeva per l’insussistenza della possibilità di avanzare un addebito disciplinare nei suoi confronti. Per tale ragione, i suddetti sono stati iscritti nel registro degli indagati per falso in atto pubblico e abuso d’ufficio. Successivamente all’archiviazione del primo procedimento disciplinare, la direzione aziendale del nosocomio catanzarese ne promuoveva un secondo che si concludeva, nel mese di ottobre 2020, con il licenziamento senza preavviso del dipendente, così come previsto in materia di pubblico impiego.

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