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Stop a prestazioni sanitarie non obbligatorie, i 5 Stelle contro Spirlì: “Esempio di incapacità”

“L’ordinanza di chiusura delle attività ambulatoriali per le prestazioni specialistiche differibili e programmabili, firmata dal presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì, e sottoscritta anche dal direttore del Dipartimento della salute della Regione, Francesco Bevere, è la prova della manifesta incapacità di organizzazione – così in una nota i portavoce del Movimento 5 stelle, Massimo Misiti, Laura Ferrara, Alessandro Melicchio, Anna Laura Orrico, Giuseppe Fabio Auddino, Elisa Scutellà e Riccardo Tucci.

“A pagarne le conseguenze saranno quei pazienti che, superata la fase acuta della malattia ed in fase di stabilizzazione clinica, necessitano di cure che si sarebbero potute fornire a domicilio se solo si fosse proceduto alle assunzioni necessarie. Così come peserà sulla capacità di assistenza sanitaria la mancata organizzazione della rete degli ospedali Covid ed il mancato censimento dei possibili alberghi per la gestione del post ricovero.

Così come si avvertirà forte il mancato censimento della operatività delle Usca, le Unità speciali di continuità assistenziale, e del personale a loro dedicato, che dovevano essere attive già da agosto e che, nello specifico, avrebbero dovuto rispondere a questa organizzazione: Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro 8 USCA: Catanzaro 1; Catanzaro 2; Tiriolo; Soverato; Chiaravalle; Nicastro; San Pietro a Maida; Decollatura. ASP di Cosenza 11 USCA: Castrovillari; San Marco Argentano; Scalea; San Lucido; Rende (Università); Acri; Cariati; San Demetrio Corone; Cosenza; Mendicino Cassano allo Jonio. ASP di Crotone: 3 Sedi USCA Crotone; Cirò Marina; Mesoraca. ASP di Reggio Calabria, 12 SedI Unità Speciale di Continuità Assistenziale: Reggio Nord; Reggio Sud; Gallico; Pellaro; Scilla; Melito Porto Salvo; Palmi; Taurianova; Rosarno; Ferruzzano; Caulonia; Riace. ASP di Vibo Valentia 3 Sedi USCA: Vibo Valentia; Serra San Bruno; Tropea. Si domandano i portavoce del Movimento 5 Stelle e domandano al presidente Spirlì e al direttore Bevere: cosa è stato fatto nel rispetto di quanto scritto nel decreto 103 del 22 luglio 2020 inerente a “potenziamento e riorganizzazione della rete di assistenza territoriale” nelle sue 50 pagine dell’allegato? La prevenzione non si gestisce solo con le terapie intensive e con l’aumento dei posti letto ad essa dedicata, ma con la programmazione. Non sarebbe male, ad esempio, se si pensasse all’attivazione di laboratori in grado di eseguire sia tamponi molecolari che rapidi, in modo da conseguire due risultati: smaltimento del gran numero di richieste, senza sovraccaricare gli ospedali hub. Si dovrebbero attivare i laboratori degli ospedali di Corigliano/Rossano, Paola/Cetraro, Soverato, Lamezia terme, Vibo Valentia, Gioia Tauro, Locri insieme al laboratorio Asp di via Willermin di Reggio Calabria che già supporta il GOM. Andrebbero attivati gli ospedali Covid di Rogliano, Soveria Mannelli, Soriano, Chiaravalle, Gioia Tauro. Va centralizzato e riorganizzato su base regionale il sistema della gestione dell’emergenza urgenza con una sede operativa che abbia contezza della disponibilità dei posti letto e della loro gestione, che deve essere fatta con i dirigenti dei reparti dedicati. La verità è che la sanità non si gestisce con le ordinanze, ma con la programmazione e la prevenzione. Ma occorre possedere le giuste competenze – concludono i 5 stelle.

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