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Tanti fedeli alla tradizionale “Pioggia delle rose” all’Immacolata (SERVIZIO TV)

di Carmen Mirarchi

Si rinnova la tradizione della “Pioggia delle rose” alla Basilica dell ‘ Immacolata di Catanzaro in occasione dei festeggiamenti di Santa Rita. Una celebrazione che ogni anno richiama  tantissimi fedeli catanzaresi presso una delle chiese più belle del capoluogo. I fedeli hanno affollato la Basilica con le loro rose in mano pronti a farle benedire, riportandole con loro a casa come simbolo di serenità e di speranza. Applausi alla statua di Santa Rita e fortissima emozione quando i petali di rose scendono sui fedeli. Una tradizione di sempre ma che ogni anno lascia tutti senza fiato.

Una tradizione che fa riferimento alla storia di Santa Rita, considerata la santa degli impossibili perché si ricorre alla sua intercessione nei casi che sembrano disperati. Santa Rita da Cascia, donna, sposa, madre, vedova e monaca e insieme modello di vita più che mai valido anche oggi.

Nata a Roccaporena nel 1381, figlia unica, Margherita Lotti coltivava fin da giovane il sogno di consacrarsi a Dio, ma fu destinata al matrimonio con un uomo violento. La pazienza e l’amore di Rita lo cambiò, ma alla fine la sua vita fu spezzata nella violenza. Morti anche i due figli di malattia, Rita, che convinse la famiglia del marito a non vendicarsi, decise di seguire il desiderio giovanile entrando nel monastero dell’Ordine di Sant’Agostino a Cascia. Morì nel 1447 (o forse nel 1457). Tradizionalmente la figura di santa Rita è collegata al dono di una rosa. Particolare che si spiega con un episodio della sua vita, quando ormai prossima alla morte era costretta a letto e si nutriva pochissimo. Ricevendo la visita di una parente le chiese una rosa dall’orto. La visitatrice obiettò che si era in pieno inverno ma Rita insistette. Così rientrata a casa la parente, con grande stupore, trovò una bella rosa che colse portandola alla santa la quale la consegnò alle consorelle. Secondo la tradizione devozionale, la sera del Venerdì Santo 18 aprile 1432 (o 30 marzo 1442 secondo un’altra tradizione), ritiratasi in preghiera della Passione di Gesù, dopo la predica di fra’ Giacomo della Marca, avrebbe ricevuto una spina dalla corona del Crocifisso conficcata in fronte. L’evento è uno dei pochi della vita della monaca esplicitamente ricordato nell’iconografia quattrocentesca pervenutaci e nel breve testo dipinto sulla “cassa solenne” (1457), nel quale si legge “quindici anni la spina patisti”.

redazione Calabria 7

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