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Tar Calabria boccia ordinanza Regione: titolari bar di Cosenza infuriati

“Avevamo preparato anche le torte per la Festa della Mamma di domani, spendendo anche i soldi che non avevamo, e adesso dobbiamo chiudere”.  Lo dice all’AGI uno dei titolari di un bar-pasticceria del centro di Cosenza, unica città capoluogo della Calabria ad aver applicato l’ordinanza regionale, che prevedeva l’apertura con il servizio ai tavoli all’aperto, annullata oggi dalla sentenza del Tar che ha accolto il ricorso del Governo.

Una sentenza, resa nota nel pomeriggio, che ora lascia molto amaro in bocca agli esercenti della città in cui fino a pochi mesi fa Jole Santelli ricopriva l’incarico di vice sindaco. L’ordinanza di fatto annulla il servizio ai tavoli, ma rimane la possibilità, prevista dal Dpcm, di effettuare il servizio da asporto. “Molta roba adesso andrà a male – dice un barista – perché dobbiamo buttare tutto. Perché secondo noi non verranno a comprare per poi portar via la roba. Noi ci avevamo creduto, aprendo anche con sacrifici. E già non è che andasse tanto bene… “.   “Io avevo acquistato anche gli strumenti per misurare la temperatura, ma adesso dovrò rispettare la legge – dice un altro esercente – e vorrei sottolineare che ancora non è arrivato alcun aiuto, ne’ da Stato, ne’ da Regione e ne’ da Comune”.  “Sono molto deluso, siamo una delle regioni con pochi contagi, io penso che dovevamo restare aperti – ci dice un altro barista – dopo che già siamo restati chiusi per due mesi e noi volevamo, ma volevamo anche darla alla gente, un po’ di normalità”. “Ma ti pare giusto che, ad una settimana dalla riapertura, ci fanno chiudere? E poi tra una settimana ci diranno che possiamo riaprire. E i dipendenti? La roba che abbiamo nei frigoriferi?”.   “E’ paradossale – dice un altro esercente commerciale – tutta questa situazione. Adesso siamo noi a pagare le spese di tutta questa storia”.
Redazione Calabria 7

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