Calabria7

Teatro di Calabria, Miles Gloriosus: soldato a metà tra Fantozzi e Nando Mericoni

di Danilo Colacino – Pirgopolinice come Fantozzi o uno dei tantissimi italianuzzi, talvolta mediocri e perfino meschini, recitati in molti ruoli di successo sul grande schermo dall’indimenticato Alberto Sordi. Personaggi improbabili, talvolta patetici, come l’americano a Roma, Nando Mericoni, ad esempio. Già, perché il Teatro di Calabria Aroldo Tieri ha ieri portato in scena il suo impareggiabile Miles Gloriosus. Una storia dell’antica Roma ambientata in Grecia, ma senza tempo, oseremmo chiosare, che enfatizza dunque accentuandolo – uno dei più diffusi difetti umani: la vanità. Patologia, per così dire, da cui è affetto pure questo milite di cui è implacabilmente rappresentata l’esilarante goffaggine in un trionfo della vanagloria dalla quale è a sua insaputa pervaso lo stolto protagonista. Persona sciocca che alla ‘fine della fiera’ verrà per giunta sottilmente infinocchiata da un astuto servo, il giovane schiavo Palestrione.

I soliti inarrivabili interpreti del TdC. Una compagnia di talenti con la consueta formazione, che a seconda della rappresentazione cambia di poco ma restando una squadra inossidabile. Il riferimento è a colui che ha ridotto il testo in forma originale, Luigi La Rosa, al regista e costumista (oltreché impegnato nel ruolo di Periplecomeno) Aldo Conforto e agli altri attori Salvatore Venuto, Palestrione; Paolo Formoso, Pirgopolinice; Mariarita Albanese, Milfidippa; Alessandra Macchioni, Acroteleuzio; Marta Parise, Sceledro; Anna Maria Corea, Serva; Clizia Argirò, Filocomasio, e Bunty Andrea Giudice, Servo.

Quel tocco in più del San Giovanni e una bella serata catanzarese a far da splendida cornice all’evento. Un venticello simile a un Ponentino romano, neanche a farlo apposta, pungente sì ma anche intrigante nel regalare uno scampolo d’autunno in una sera di un’estate rovente. E forse la magia del San Giovanni a rendere tutto più seducente, clima ‘friccicoso’ compreso.  Di ‘corsa’, quindi, a indossare giacche e maglie leggere. Ma senza distrarsi un attimo da uno spettacolo che al di là di tutto fa star bene lo spettatore, di tutte le età, ristorandone l’anima con un tocco di classicità. Già, perché tutto il pubblico – ragazzini inclusi – appare attento e divertito con i bambini che, forse attratti dagli strani costumi e il buffo modo di parlare degli interpreti, sembrano rapiti neppure stessero guardando il loro cartone animato preferito sullo smartphone dei genitori. Prodigi del teatro o, meglio, del Tdc che ogni volta fa centro. Ma questa, ormai, è una non notizia…

Articoli Correlati

Il jazz torna protagonista al Room 21 Speakeasy di Soverato

Carmen Mirarchi

“Duisburg – linea di sangue”, Pegna: “Sconcertato per livello film”

Matteo Brancati

Giornata della Cultura a Catanzaro: i premiati col Carlino d’Argento (SERVIZIO TV)

Maurizio Santoro