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Tecnico della prevenzione in Calabria: “Esultiamo per i vaccini, ma in ospedale manca l’igienizzante”

“Il governatore Roberto Occhiuto – scrive in una lettera Giovanni Armando Costa, tecnico della prevenzione – esulta in questo inizio d’anno dichiarando che su tutto il territorio regionale è stato superato del 26% il target fissato dal commissario all’emergenza Figliuolo e la Calabria, da dicembre del 2021, è prima in Italia per dosi di vaccino anticovid somministrate. Tuttavia il benessere e la salute dei cittadini e l’amministrazione della sanità di un territorio non si misura solo col numero di iniezioni somministrate per raggiungere l’obiettivo del governo. Un vero indicatore di benessere sarebbe da ricercare nella soddisfazione dei pazienti e dei malati, degli utenti che a vario titolo si recano nelle strutture e negli uffici pubblici cercando risposte concrete ai loro bisogni ma anche nella gratificazione dei dipendenti e degli operatori sanitari che costituiscono il sistema sanitario regionale. Ed allora, esulterei anche io assieme al governatore se, come cittadino, recandomi nei pubblici uffici di Filadelfia (VV) per prenotare una visita specialistica, non mi sentissi rispondere dall’impiegata che il servizio si può ottenere solo per via telefonica e chiamando il numero verde Calabria (0961.789789) dopo dieci minuti di attesa, non ottenessi la scoraggiante risposta “non riusciamo a prenotare per problemi di linea su Vibo”. Esulterei col governatore se per entrare nell’ambulatorio polispecialistico di Filadelfia non dovessi aprire una porta grigia, sverniciata e sporca, toccare una maniglia dove altre centinaia di cittadini quotidianamente si appoggiano senza trovare poi all’interno un qualche tipo di gel alcolico, per igienizzare le mani, operazione che potrebbe aiutare a contenere le occasioni di contagio. Esulterei se non trovassi i muri della sala d’attesa danneggiati dall’umidità e scrostati, con battiscopa in più punti mancanti, con l’unico calorifero guasto e gocciolante e con la perdita di liquido raccolta in un secchiello in plastica giallo canarino, che ben risalta in tutto quello squallore”.

Le condizioni delle sale d’attesa

“Esulterei anche più del governatore – afferma il tecnico della prevenzione calabrese – se in sala d’attesa potessi sedere su delle normali panche sanificabili invece che rimanere in piedi ad osservare la presenza di sèggiole scompagnate e sgangherate, alcune in tessuto non lavabile e qualcuna pure pericolosa poiché dotata di ruote e priva di braccioli ivi collocata in maniera inopportuna. Esulterei se non trovassi una possibile uscita di sicurezza (o uscita da poter dedicare ad eventuale percorso covid per differenziare ingresso/uscita utenti) sbarrata da un grosso ed inutile tavolo impolverato contornato da altrettante inutili e sudicie sedie. E forse le due impiegate dell’ “ospitaletto” di Filadelfia, addette alle pratiche amministrative, pure esulterebbero se le loro postazioni lavorative non fossero costituite da scrivanie in metallo vistosamente e vergognosamente arrugginite e con le poltrone lacere e malconce e gli uffici non somigliassero a disordinati magazzini carichi di faldoni e scatoloni. Ecco allora che come cittadino calabrese al momento mi sento escluso dalla festa per l’importante traguardo raggiunto dal governatore con le vaccinazioni perché non di solo covid si vive ma anche di quotidiani servizi sanitari territoriali, di livelli minimi di assistenza che dovrebbero essere garantiti e di cui hanno bisogno i cittadini e che tante volte (come attestano le numerose immagini del Sacro Cuore di Gesù e del Santo Padre Pio, le statue della Madonna e del Bambin Gesù presenti in tutti i locali dell’ambulatorio polispecialistico) questi servizi minimi si possono ottenere solo per grazia ricevuta”.

 

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