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Telelavoro, una solida opportunità per il rilancio dell’economia del sud

Il telelavoro o lavoro a distanza è una soluzione che guadagna costantemente consensi in sempre più ambiti e nei settori più svariati, e con il passare del tempo sono sempre di più le imprese che decidono di essere aperte a garantire elasticità ai dipendenti in merito alle opportunità di poter iniziare un rapporto di lavoro, senza doversi recare quotidianamente in ufficio.

Il termine telelavoro è entrato a far parte del gergo lavorativo italiano dal lontano 1998, quando fu introdotto per la prima volta a livello normativo, ma nonostante ciò prima del 2020 non ha suscitato enormi consensi, specialmente da dirigenti e top-management. In un tessuto imprenditoriale come quello italiano, costituito principalmente da piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare, l’idea di permettere ai propri dipendenti di poter lavorare da casa era vista con scetticismo, e per molti si sarebbe tradotta direttamente in una riduzione di produttività, dovuta alla mancanza di supervisione.

Le aziende e i benefici dello smart working

Oggi sempre più aziende apprezzano i benefici dello smart working. I mezzi di comunicazione e i sistemi informatici che consentono a molte aziende di svolgere le proprie attività hanno raggiunto un livello tale da poter consentire ai più di svolgere qualsiasi lavoro d’ufficio direttamente e comodamente da casa, nella stragrande maggioranza dei casi, senza la minima percezione di discontinuità percepita da altre parti interessate. L’evoluzione tecnologica a cui abbiamo assistito dall’inizio dell’era degli smartphone ha velocizzato i processi di obsolescenza programmata, risultando in un abbassamento dei prezzi di prodotti tecnologici di alto livello, e consentendo a moltissimi uffici di fornire potenti computer portatili ai propri dipendenti.

La diffusione dello smart working  per il mezzogiorno italiano rappresenta il boom economico

Gli anni del boom economico che hanno fatto proliferare l’economia di grandi città come Torino e Milano hanno sicuramente stimolato fenomeni di emigrazione dal sud Italia, fenomeno che ha consentito a molte città del nord di sviluppare tessuti economici più attraenti non soltanto per i lavoratori, ma di conseguenza anche per gli studenti, che con infrastrutture più solide si sono spinti oltre i confini delle proprie regioni d’origine per la formazione universitaria. Il telelavoro in questo senso può rappresentare l’opportunità per molti per rimanere più vicini alla propria terra d’origine, andando oltre l’ostacolo delle minori offerte di lavoro presenti al sud Italia, facendo sì che i cervelli in fuga prendano quanto meno in considerazione un rientro nel meridione. È innegabile infatti che a parità di condizioni lavorative il costo della vita medio minore delle città del sud consentirebbe una migliore qualità della vita, consentendo di avere a disposizione più possibilità oltre che risorse economiche per costruire un futuro. Lo smart working oggi è una condizione accessibile a molti. A coloro i quali siano ancora scettici,  basti pensare che ci sono moltissimi i consigli dei professionisti che da anni lavorano da casa su come gestire lo smart working in maniera ottimale e senza risentirne a livello di prestazioni. In molti casi infatti è sufficiente avere una postazione per rimanere ben concentrati e un computer affidabile. Il fascino delle città del sud per i cervelli in fuga può dipendere da diversi fattori, e ovviamente le priorità di ognuno sono diverse, ma le pubbliche amministrazioni dovrebbero cercare di trovare stimoli per incentivare questo fenomeno tra i giovani italiani. Questo può servire non soltanto a ringiovanire la popolazione, ma a riportare al sud cittadini che possono contribuire attivamente ed in maniera partecipativa alla cosa pubblica, fungendo da esempio per i più piccoli, e facilitando la vita a chi si trova in età più avanzata. Per questo faremmo bene ad accettare e vedere di buon occhio l’innovazione che l’apertura verso il telelavoro può portare, considerando quanto questa potrebbe essere una concreta possibilità per aumentare la competitività professionale del sud Italia, contribuendo a migliorare le condizioni di tutto il paese.

 

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