Tentato omicidio di un poliziotto a Vibo, il figlio del boss resta in carcere: arresto convalidato

Il gip del Tribunale di Vibo ha convalidato l'arresto. Tentato omicidio l'accusa contestata dalla Procura. L'agente è fuori pericolo ma ancora ricoverato in ospedale
Giudici minacciati a Vibo Valentia

Il gip del Tribunale di Vibo Valentia Giorgia Ricotti non ha fatto sconti. Luigi Mancuso, 30 anni, di San Gregorio d’Ippona, figlio del boss della ‘ndrangheta Giuseppe Mancuso, alias ‘Mbrogghhia, resta in carcere. Era stato arrestato e trasferito nella casa circondariale di località Castellucci dopo aver tentato di uccidere un poliziotto in servizio alla Squadra Volanti della Questura di Vibo Valentia nella notte tra venerdì e sabato. Secondo la ricostruzione degli inquirenti il giovane, nel corso di un normale controllo di polizia avvenuto in pieno centro cittadino, è stato fermato mentre era a bordo di un’auto. Anziché fornire i documenti per il riconoscimento e l’identificazione, Mancuso ha preso sottobraccio l’agente trascinandolo per alcune centinaia di metri schiacciandolo al muro prima di scaraventarlo a terra di fronte a un bar nei pressi di piazza San Leoluca. Follia pura.

Per la Procura è tentato omicidio

Per la Procura è tentato omicidio

Questa mattina il giovane è comparso dinnanzi al giudice per l’udienza di convalida. Arresto confermato con tanto di applicazione della custodia cautelare in carcere così come richiesto dal sostituto procuratore Maria Cecilia Rebecchi. Nei confronti di Mancuso la Procura diretta da Camillo Falvo contesta la resistenza a pubblico ufficiale ma soprattutto il tentato omicidio. Con la sua condotta ha infatti rischiato di uccidere il poliziotto rimasto ferito e trasferito in gravi condizioni all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia dove si trova attualmente ricoverato. Ha riportato la frattura di due vertebre, un trauma cranico e diverse contusioni. Giudicato fuori pericolo sarà dimesso nei prossimi giorni ma difficilmente dimenticherà quanto accaduto nella notte tra venerdì e sabato. Nel frattempo ha ricevuto decine e decine di attestati di solidarietà e di vicinanza.

Giovane e pregiudicato

Luigi Mancuso, invece, non è nuovo a questo tipo di comportamenti. Le forze dell’ordine lo conoscono molto bene e non solo per essere il figlio di Peppe Mancuso tornato in libertà dopo quasi venticinque anni di carcere. Il 30enne, che vive a San Gregorio, è stato coinvolto nel novembre del 2017 in una sparatoria avvenuta proprio nel piccolo centro alle porte di Vibo e, ancora prima, era salito alla ribalta della cronaca giudiziaria per il tentato omicidio di un romeno a colpi di mattone. Per questo episodio è stato condannato a cinque anni di reclusione. (mi.fa.)

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