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Tentò di uccidere l’ex sindaco di Guardavalle, chiesto il rinvio a giudizio

operazione alexa

di Gabriella Passariello

Si sarebbe posizionato sul balcone di casa puntando un fucile calabro 12 contro il suo vicino, che in quel momento stava festeggiando nel cortile della propria abitazione, a Guardavalle, la Pasquetta con la sua famiglia Avrebbe tentato di ammazzarlo sparando all’indirizzo dell’ex sindaco di Guardavalle Giuseppe Tedesco due colpi, uno dei quali lo aveva raggiunto al torace. Con le accuse di tentato omicidio, detenzione di arma clandestina e ricettazione, il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Pasquale Mandolfino ha chiesto il rinvio a giudizio a carico di Domenico Perronace, 51 anni, di Guardavalle, difeso dall’avvocato Nicola Tavano. I fatti risalgono al 2 aprile 2008, Tedesco era stato soccorso nell’immediatezza dei fatti, trasportato con l’elisoccorso all’Ospedale di Catanzaro e sottoposto ad un intervento chirurgico salvavita. Un tentato omicidio avvenuto per futili motivi: problemi di accatastamento dell’immobile in cui viveva Perronace, riconducibile a Tedesco, dalla cui famiglia l’indagato aveva acquistato un terreno su cui aveva poi edificato l’immobile. I carabinieri intervenuti in seguito ad una segnalazione al 112 insieme ad un funzionario di Polizia libero dal servizio che si trovava nel posto, avevano circondato la casa da cui provenivano gli spari, riuscendo ad individuare il responsabile, che in quel momento si trovava all’interno della sua auto, lato guida. I militari dopo una lunga trattativa, erano riusciti a farsi consegnare la pistola dall’indagato, notando che anche lui presentava una ferita da sparo al torace, per la quale si è reso necessario l’intervento dei sanitari del 118. I carabinieri del Nucleo investigativo, unitamente ai carabinieri della compagnia di Soverato  avevano poi appurato, che l’uomo dopo aver sparato  Tedesco, si sarebbe sparato a sua volta mentre si trovava nella sala da pranzo della sua abitazione e solo dopo sarebbe sceso in strada per entrare in auto.  Peronace oltre che di tentato omicidio, risponde anche di detenzione di arma clandestina e di ricettazione. Avrebbe detenuto all’interno di casa sua  una pistola semiautomatica calibro 7.65 con matricola abrasa ricevuta da una persona allo stato non identificata, “al fine di trarne profitto”. La parola passa ora al gup del Tribunale di Catanzaro Paolo Mariotti che il prossimo 1 aprile nel contraddittorio tra accusa e difesa deciderà se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura.

Redazione Calabria 7

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