Terremoto al Comune di Vibo: si dimette il vicesindaco

Adesso si dovrebbe aprire un effetto domino nella Giunta che porterà ad un cambio con connotazione politica della stessa e soprattutto un rimescolamento delle deleghe

Il terremoto politico si consuma in una afosa domenica di inizio giugno e aprirà la strada ad altri cambiamenti: si è infatti consumato questo pomeriggio lo strappo tra il vicesindaco Domenico Primerano e la giunta comunale guidata dal sindaco Maria Limardo. L’ex dirigente di numerosi enti locali, con una carriera ultra trentennale alle spalle, ha deciso di fare un passo indietro anticipando le mosse del sindaco di una rimozione. Una scelta, la sua, che di fatto, va nella direzione dell’accoglimento delle richieste, sempre più pressanti, avanzate dai due gruppi consiliari di maggioranza, Forza Italia e Città Futura (gruppo Pitaro), nei confonti del primo cittadino che tra l’altro, aveva personalmente scelto Primerano come suo vice (affidaldogli tra l’altro la delega al personale, associazionismo e fondi comunitari) e del quale ha sempre fatto intendere che non si sarebbe privata della sua presenza. Evidentemente le pressioni dell’ultimissimo periodo sono state tante e tali -e di varia natura – da portare il numero due dell’esecutivo di Palazzo Razza a compiere questo passo. Adesso si dovrebbe aprire un effetto domino nella Giunta che porterà ad un cambio con connotazione politica della stessa e soprattutto un rimescolamento delle deleghe. Processo che avverrà, verosimilmente, nella settimana entrante.

La lettera di Primerano

La lettera di Primerano

“Ho accettato con grande entusiasmo e responsabilità – si legge nella missiva di Primerano – l’incarico affidatomi (di vice sindaco e assessore alla Programmazione Strategica, alla Governance locale e Cittadinanza attiva), con impegno di lavorare per tutta la città di Vibo Valentia, con i cittadini e per il bene comune, sulla base del tuo programma elettorale e del patto con le associazioni. L’obiettivo della mia chiamata era di far parte di una squadra di assessori, alcuni tecnici, per rilanciare la città attraverso una buona politica fatta di competenze, correttezza, trasparenza e legalità. Come tecnico ho accettato l’incarico e ribadisco non mi sono sottratto all’assunzione delle responsabilità politiche e non solo. Sin dall’inizio del mandato, ci siamo trovati in una tempesta perfetta (non è questo il momento per ricordare gli avvenimenti), che con grande impegno e serietà abbiamo affrontato per non affondare e adesso si vedono i risultati e il futuro sarà sicuramente migliore. Nel corso di questi tre anni di amministrazione il quadro politico cittadino è mutato a seguito di cambiamenti di posizione nei gruppi consiliari, determinando in tal modo scomposizioni e ricomposizioni, che hanno comportato la revisione delle rappresentanze in consiglio comunale”.

Primerano specifica dunque il motivo delle dimissioni: “Proprio la conformazione dell’attuale maggioranza, la sua specifica caratterizzazione, pone il problema della mia permanenza in Giunta: ed essendo io un tecnico , ritengo non sussistano più le condizioni della mia presenza nell’esecutivo comunale. Le regole della politica sono queste e io le accetto. E siccome sono sicuro che tu sei il sindaco che può traghettare la Città verso il cambiamento , ritengo che per il rispetto che ti porto io mi debba fermare qui. Devo però fare qualche riflessione, che spero tu possa recepire: è molto importante per il cambiamento, la collaborazione con la democrazia di prossimità ( associazioni e cittadini attivi e responsabili), oltre che con la democrazia rappresentativa (consiglieri eletti) per consolidare il comune obiettivo dello sviluppo socio – economico di Vibo Valentia. Mi riferisco al rapporto tra la rappresentanza formale e quella sostanziale; mi riferisco alla questione se essa vada in via esclusiva legata alla sola colorazione politica , per garantire una dignitosa vita democratica; e, ancora, se i gruppi politici, riconosciuti dalla Costituzione, cerniera tra i cittadini e il governo locale , siano realmente capaci di assolvere a tale compito oppure siano gruppi autoreferenziali”.

E ancora: “E’ necessario condividere il progetto con i cittadini attivi che, a ragione diffidano di chiunque si avvicini cercando di programmare il loro futuro, e dimostrare con i fatti il cambiamento. Armonizzare bisogni, linee programmatiche, norme, risorse economiche e finanziarie, risorse umane e macchina amministrativa ,garantire i servizi e contemporaneamente risanare il bilancio, non è facile se si vuole trasformare la Città.( Non è possibile cambiare tutto e subito ed è forse difficile anche pensarlo). Al contrario il cambiamento ( come da te considerato), richiede capacità di analisi e sintesi, studio, di relazione e interazione, di ascolto e concretezza di soluzioni. Vibo Valentia nei prossimi mesi ed anni sarà un cantiere. Volendo con un po’ di coraggio si può ripartire tutti insieme per la programmazione e realizzazione di Vibo2030@, (con i propri distinguo) basta solo volerlo”. (f.p.)

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