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Terremoto politico a Catanzaro, Abramo: “Gogna mediatica ingiustificata ed eccessiva”

“Catanzaro è un comune virtuoso che è stato gestito bene nei sedici anni che mi hanno visto alla guida dell’ente: mai è successo che siano state indagate delle ditte in odore di mafia, mai una questione sugli appalti. Quando mi sono accorto che c’era qualcosa che non andava mi sono recato in Procura  a denunciare”. Lo ha detto il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, ospite della trasmissione “Articolo 21” condotta da Lino Polimeni.

Il sindaco, sollecitato da Polimeni, è entrato nel merito delle vicende giudiziarie che hanno interessato il Comune del capoluogo durante la lunga parentesi amministrativa che lo ha visto alla guida di Palazzo De Nobili. “Questa gogna mediatica che si è abbattuta sulla città mi sembra un’esagerazione – ha affermato Abramo –  perché negli ultimi 20 anni Catanzaro non è stata mai toccata dalla criminalità organizzata, né rispetto all’assegnazione degli appalti, né per ciò che riguarda la raccolta del consenso durante le campagna elettorali, ora è successo un fatto assolutamente privato che non coinvolge amministrativamente il Comune, c’è un dubbio solo su un consigliere comunale, ma non per questo possiamo consentire che la città venga tacciata di voto di scambio”. Il riferimento è all’inchiesta Farmabusiness che ha coinvolto uno degli azionisti di maggioranza del governo Abramo, Mimmo Tallini, posto ai domiciliari il 19 novembre scorso con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio politico mafioso per i suoi presunti rapporti con la cosca Grande Aracri di Cutro.

In merito all’inchiesta sulla gestione allegra delle commissioni consiliari, nota come Gettonopoli, che vede indagati 29 consiglieri comunali su 32, il sindaco ha detto: “Non si può sputtanare la città parlando dei consiglieri indagati per 150 euro. Sono stato io a ridurre le indennità dei consiglieri che oggi arrivano a guadagnare sulle 700 euro, risultando tra i meno retribuiti in Italia, e che tra l’altro non possono contare sulle risorse che si assegnano ai gruppi consiliari per l’esercizio dell’attività politica, sempre perché è stato il sottoscritto a volerlo all’interno di una azione più generale di spending review che ha riguardato la mia amministrazione”.

 

 

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