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Tirocinanti giustizia scrivono a futuro governatore: “Soluzioni definitive per questa piaga”

“Nei prossimi giorni uno di voi verrà scelto come Governatore della Calabria, ebbene le questioni che dovrete affrontare sono tante, ma non merita certamente meno importanza quella riguardante i tirocinanti regionali della giustizia, madri, padri di famiglia e giovani laureati che per anni hanno contribuito a portare avanti la macchina della giustizia, coprendo le diverse carenze di organico presenti nei vari Tribunali, Corti d’Appello e Procure della Regione”.

Lo scrivono, in una nota, alcuni tirocinanti della giustizia ​​​​​​Valentina Fotia, ​Domenico Gioffrè, ​​​​​​Salvatore Saccà, Carmela Sisillo, Lucio Gentile, Annarita Santise, Daniele Chiodo.

“Non si tratta di un semplice tirocinio ma piuttosto di vero e proprio lavoro estremamente importante per come è stato più volte riconosciuto dagli stessi Funzionari e Capi degli Uffici Giudiziari, dai quali non è mai mancato il totale appoggio a favore della nostra vertenza, come più volte manifestato sia in sede regionale che in sede ministeriale.

L’imminente spirare della nostra attività presso tali Uffici, rappresenta un danno anche per la stessa efficienza dei Tribunali e delle Procure Calabresi che non potranno più garantire continuità nei servizi fino al momento, resi anche grazie al nostro supporto, in una terra che ha sempre bisogno di giustizia.
Tutto nasce dalla Manifestazione di interesse pubblicata a seguito del DDG 2285 del 9 marzo 2016, che prevedeva la possibilità di fare partecipare come tirocinanti senza vincolo di subordinazione quei soggetti che rivestivano i requisiti di ex percettori di mobilità in deroga o disoccupati con pregresse esperienze negli uffici giudiziari. Da qui inizia il lungo calvario che finirà purtroppo il 31 gennaio 2020.
Ad oggi non abbiamo notizie su quello che sarà il nostro futuro, sul quale aleggia nuovamente l’ombra della disoccupazione.

Chiunque di voi dovesse avere l’onore e l’onere di rappresentare la nostra Regione, non può esimersi dall’affrontare con soluzioni definitive questa piaga che sta portando al lento e progressivo spopolamento dell’intero territorio calabrese. Si tratta di un fenomeno non più circoscritto a giovani in cerca di fortuna altrove ma che coinvolge ormai intere famiglie.

Ciò che chiediamo è, che vengano riconosciute le competenze e professionalità acquisite in questi anni al servizio della Pubblica Amministrazione e per i quali sono stati spesi fondi pubblici per la formazione e che andranno altrimenti ingiustamente dispersi, ed inoltre che venga garantita quella dignità di lavoratori che fino al momento ci è stata sempre negata.

Il nostro appello è rivolto a ciascuno di voi affinchè vi possiate impegnare sin dai primi passi del vostro mandato a trovare una soluzione definitiva a questa annosa questione, se del caso avviando immediatamente un tavolo di trattative con gli organi preposti del Ministero della Giustizia, dai quali fino al momento non abbiamo avuto nessuna risposta.

Nell’augurio che la competizione elettorale possa comunque svolgersi nella massima condivisione di intenti sulla tematica, si pongono sinceri auguri, nella speranza che la Calabria torni ad essere terra di diritti e di opportunità”.

Redazione Calabria 7

 

© Riproduzione riservata.

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